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La vera fede come contemplazione e connessione con il corpo sottile

21.06.2026
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La vera fede come contemplazione e connessione con il corpo sottile

Commento al testo «Ashtavakra Gita»

«Ashtavakra Gita» — gli insegnamenti di Ashtavakra al re Janaka.

Abbiate fede, mio caro, abbiate fede. Non permettete a voi stessi di essere gettati nell’illusione. Voi stessi siete il Signore, la cui proprietà è la conoscenza. Voi siete al di là della legge del karma.

Il corpo, seguendo i sensi, si ferma, si siede o si sposta. Voi, invece, non andate da nessuna parte e non venite da nessuna parte, dunque perché preoccuparsi di qualcosa?

La vera natura della fede e della contemplazione

Qui si dice: «Abbiate fede». Se avete una corretta comprensione della fede, allora per voi fede e contemplazione sono la stessa cosa. La fede è inseparabile dalla contemplazione, e la contemplazione è inseparabile dalla fede.

Quando parliamo di fede (il termine sanscrito «shraddha»), non intendiamo la fede adottata nelle religioni teistiche e basata sull’adorazione esteriore e sui dogmi mentali. Abbiamo un’altra concezione della fede. La fede basata sull’adorazione esteriore e sui dogmi concettuali è dualistica, perciò in essa non c’è grande utilità (tranne nei casi in cui una persona sia così fortemente assorbita da una tale fede dualistica che essa dissolva completamente il suo falso «io»). Una tale fede è cieca, non ha autentica profondità né contemplatività, è mentale e quindi non può liberare dall’oceano della nascita e della morte.

Parlando di fede, intendiamo il legame con il corpo più sottile, ovvero il canale dell’atma-bhava. Per noi essere in uno stato di fede significa trovarsi nel canale della buddhi (conoscenza intuitiva) e, attraverso questo canale, essere collegati alla Sorgente suprema. Essendo monaci, voi aprite questo canale con l’aiuto degli insegnamenti e del guru-yoga, e poi per anni lo coltivate e vi allenate a mantenerlo, affinché sia sempre molto puro. Di fatto, essere in uno stato di fede significa essere in contemplazione ininterrotta dello stato naturale, raggiungere il corpo causale, sperimentare il brahma-aham-bhava (la sensazione di unità con l’Assoluto). Proprio una tale fede è molto importante per noi.

E che cosa significa perdere la fede? Significa che avete perduto l’accesso al vostro corpo sottile, perciò il canale dell’atma-bhava si è chiuso. Perché accade questo? A causa della disattenzione, di un basso livello di energia, delle klesha, di una chiarezza insufficiente.

Qui si dice: «Abbiate fede». Cioè qui si parla della necessità di avere questo legame con il corpo sottile. Se agite a partire da questo legame con il canale della buddhi, vi trovate nella coscienza intuitiva, che vi dà una visione del mondo completamente diversa. Se avete fede, non potete essere offesi, non potete essere nell’ira, nella sofferenza, nella confusione, nei dubbi. Anche se ci sono alcune tentazioni a livello grossolano (e nel samsara ci sono sempre, perché il samsara è un mandala irato, un mondo di visione impura), a livello della coscienza non avete neppure il minimo vacillamento, sofferenza, esitazione. Tutto questo si auto-libera completamente.

La vera fede significa dimorare nel canale dell’atma-bhava, e questo cambia tutto, perché allora «Dio arde nei vostri occhi». Non avete bisogno di ascoltare i bhajan vaishnava per incoraggiarvi, perché i vostri bhajan suonano in entrambe le vostre orecchie. Non avete bisogno di orientarvi verso qualcosa di esterno, perché da questo canale dell’atma-bhava ricevete una colossale carica di shakti, che fonde tutto intorno a voi.

L’atma-bhava come fonte interiore di luce, forza e bhajan

Il santo si trova in uno stato di fede non-stop. E la vera contemplazione è il trovarsi in tale stato ininterrotto di fede, è un legame costante con il corpo causale (intuitivo).

Dimorare nella coscienza pura

Lasciate che il corpo viva fino alla fine dei tempi. E anche se esso giungesse alla fine proprio ora, che cosa voi, colui che è fatto di pura coscienza, ottenete o perdete?

Se vi trovate nel corpo intuitivo e avete questo stato di fede, di fatto non ottenete nulla dalle condizioni esterne, non perdete nulla. Se invece vi distraete, non avete la saggezza discriminante, il canale di connessione si perde, allora scivolate subito nell’identificazione «io sono il corpo, io sono la mente», e allora davanti a voi si apre un nuovo universo. Sembra che restiate nello stesso mondo, ma per voi tutto cambia immediatamente.

Lasciate che le onde del mondo si sollevino o che si abbassino, secondo la propria natura, in Voi, il grande oceano. Questo non è né guadagno né perdita per Voi.

Qui viene descritto il famoso metodo chiamato «lasciare tutto così com’è». Lasciare tutto così com’è implica la vostra stabile permanenza nel corpo più sottile. E allora vi trovate in una tale visione che nulla vi porta vantaggio, nulla può arrecarvi danno, perché la vostra coscienza è già così integra e piena che non dipendete più da nulla di tutto questo, la vostra mente non oscilla, e voi semplicemente permettete agli eventi di accadere.

Certo, tenete conto delle condizioni esterne e sostenete i diversi giochi della dimensione relativa; tuttavia, a livello interiore, semplicemente permettete agli eventi di accadere. Non vi aggrappate a essi, non li valutate come cattivi o buoni. Tuttavia, se le circostanze sono tali che qualcosa debba essere considerato cattivo e qualcosa buono, permettete anche questo. Ma queste non sono più valutazioni, bensì semplici giochi che accettate per comodità dell’esistenza nella dimensione relativa.

Accettazione interiore degli eventi senza attaccamento e valutazioni

Unità con la coscienza infinita

Mio caro, voi siete costituiti da pura coscienza, e il mondo è parte di voi. Dunque chi dovrebbe accettare o respingere, e come, e perché?

Quale nascita, karma o responsabilità possono esserci in questa unica coscienza immutabile, pacifica, immacolata e infinita, che siete voi?

Di solito, quando i praticanti principianti sentono parlare della coscienza infinita e immacolata, pensano che sia qualcosa di lontano, che sia l’Assoluto al quale bisogna arrivare. Tuttavia, questo descrive il vostro corpo ultrasottile, che proprio ora avete esattamente come avete il cuore, il fegato e altri organi del corpo. Che lo vogliate o no, esso vi appartiene di diritto fin dalla nascita. Potete riconoscerlo e radicarvi in esso, oppure potete non saperne nulla e continuare a rimanere nell’illusione.

Pratiche nel sogno lucido

Potete trarne beneficio se, trovandovi in un sogno lucido, eseguirete lì una qualche pratica. Per esempio, potete eseguire il Guru Yoga con il supporto di Om oppure il Guru Yoga con l’elencazione dei nomi dei siddha. Praticando in questo modo, purificherete i sogni e potrete ricevere benedizioni, e la vostra chiarezza aumenterà notevolmente.

Se volete ricordare il sogno, unire il sonno e lo stato di veglia, allora subito dopo il risveglio eseguite il Guru Yoga con il supporto della sillaba Om e unite la contemplazione nel sogno con la contemplazione da svegli.

Se volete che i vostri pensieri acquisiscano forza e si realizzino, ricordate che avete la pratica della dedica dei meriti, che eseguite il sabato. La dedica dei meriti è una pratica molto potente. Per esempio, se recitate una determinata riga dal testo della dedica dei meriti e dedicate sinceramente a questo i vostri meriti, potete dare benedizioni agli altri.

La dedica dei meriti come trasmissione di benedizione agli altri

La pratica della dedica dei meriti consiste nel ricordare tutta la forza spirituale da voi accumulata in precedenza, tutto il vostro tapas che avete compiuto per l’illuminazione, e poi, con la forza dell’intenzione e dell’augurio benevolo, collegare una persona a questa informazione e condividere con lei una particella del vostro tapas. Potete fare la stessa cosa nel sogno: ricordare i vostri meriti ed esprimere una qualche intenzione (sankalpa), ripetendo una riga dal testo dei meriti. Per esempio, in questo modo si può liberare dalla sofferenza nel bardo un essere che non riesce a uscire da uno stato inferiore. Se il vostro merito è davvero grande, si può dare la benedizione di una lunga vita. Ma questo non dovrebbe essere fatto spesso.

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