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Laya Yoga: Fondamento, Via e Frutto della pratica spirituale

21.08.2026
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Laya Yoga: Fondamento, Via e Frutto della pratica spirituale

Laya yoga

Come sapete, esistono quattro livelli dell’insegnamento: esteriore, interiore, segreto e trascendente. Essi corrispondono a charya, kriya, yoga-pada e jnana-pada.

Il livello esteriore indica il charya-pada, ossia tutto ciò che è connesso alla dimensione esteriore del Sanatana Dharma. A livello esteriore visitiamo luoghi di pellegrinaggio, osserviamo le festività, partecipiamo ai Kumbha Mela, ci rechiamo nei templi e viaggiamo in India, Nepal e Tibet. Poiché possediamo karma esteriori, anche questo livello è necessario e ha il proprio posto. A livello esteriore studiamo la cultura del Sanatana Dharma, che cosa sia un sadhu e che cosa sia l’etica.

Il livello interiore è la nostra visione. A livello interiore dobbiamo studiare la filosofia dell’Advaita Vedanta. Nell’arco di dodici anni dobbiamo formarci una visione filosofica stabile del mondo, imparare a pensare come pensavano Shankara, Vasishtha e Gaudapada, comprendere come viene descritto il mondo nella «Viveka Chudamani», nello «Yoga Vasishtha» e nella «Tripura Rahasya».

Affinché la nostra mente non ci tenti, è necessario che dentro di noi sieda, per così dire, un piccolo Vasishtha o un piccolo Dattatreya, che in ogni circostanza ci dica come valutare la situazione e come guardarla. Finché non avremo Vasishtha o Dattatreya nel cuore, che sia almeno nella mente. Perciò studiamo la filosofia, affinché le Upanishad siano in noi e affinché diventiamo almeno intelligenti nel Dharma. Anche se non saremo santi nel Dharma, diventiamo almeno intelligenti, eruditi e competenti. Il samsara non potrà più ingannarci tanto facilmente; perciò, nell’arco di dodici anni, dobbiamo diventare validi maestri intellettuali dell’Advaita Vedanta.

Per questo bisogna semplicemente studiare le fonti e sviluppare un pensiero strutturato secondo l’Advaita Vedanta, innanzitutto per noi stessi, non per gli altri. Forse qualcuno sceglierà poi la via dello studioso: nella comunità mondiale esiste la possibilità di diventare studiosi, continuare a insegnare la filosofia dell’Advaita Vedanta, tenere lezioni, intervenire ai congressi e al Dharma Maha Sabha. Scrivere tesi e libri è anch’esso un seva importante per l’insegnamento, ma è una via per pochi. In generale, però, dobbiamo diventare studiosi per noi stessi, così da padroneggiare bene la filosofia dell’Advaita Vedanta: questo è il livello interiore.

Quando andiamo al Kailash, al Kumbha Mela o visitiamo i templi, vi andiamo con una posizione esistenziale e una filosofia già formate. Molte persone comuni non conoscono l’Advaita Vedanta; persino gli stessi indù, quando enunciate loro i quattro mahavakya e li spiegate, dicono: «Oh, davvero! Come fate a sapere tutte queste cose? Noi non le conosciamo».

Il livello segreto indica l’insegnamento del tantra, quando studiamo lo yoga, i venti e i canali, e le pratiche yogiche diventano la nostra vita. Il livello trascendente è l’insegnamento dell’anuttara tantra, la permanenza nello stato naturale. Da qualche parte tra questi due livelli, tra quello segreto e quello trascendente, si trova il laya yoga.

Origine e grandezza del laya yoga

Perciò, dopo aver studiato l’insegnamento fondamentale de

Contenuto a pagamento

Laya-yoga
Shravana, manana, nididhyasana
Stato naturale
Anuttara-tantra
Shambhavi-mudra
Aham Brahmasmi
Base, sentiero, frutto
Turya
Advaita Vedanta
Visione, consapevolezza, condotta
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