Commento al testo «Mahanirvana Tantra»
Om, mi inchino davanti a Te, Pura Ragione, manifestata nell’Universo.
Mi inchino davanti a Te, unico nella Tua essenza, che doni la Liberazione.
Mi inchino davanti a Te, grande, onnipresente Mente, priva di qualità.
Tu sei l’unico rifugio e l’unico oggetto di adorazione.
L’intero Universo è la Tua manifestazione, Tu sei la sua causa primordiale.
Tu sei l’unico creatore, preservatore e distruttore del mondo.
Tu solo sei l’immutabile sostegno di tutto, privo di qualità.
Tu sei il più temibile e il più terribile,
Tu sei il rifugio di tutti gli esseri e il migliore purificatore.
Tu solo governi i più potenti, il supremo tra i supremi, il protettore dei protettori! Fonte Suprema, che racchiude in sé tutto e che è segretamente presente in ogni cosa! Inaccessibile agli organi dei sensi e allo stesso tempo assolutamente vera. Inconcepibile, immortale, Essenza nascosta di tutto, Signore dell’intero Universo. Solo Lui contempliamo e su Lui solo è concentrata la nostra mente.
Proteggici! A Lui solo, testimone di tutto ciò che accade nell’Universo, noi rendiamo culto. Cerchiamo protezione presso colui che è il nostro unico eterno Protettore, il Signore autoesistente, il vaso di sicurezza nell’oceano dell’Essere!
Questo è un inno all’Assoluto. Chi lo ripete con mente e corpo puri si unisce all’Assoluto.
Interpretazione dell’inno dal punto di vista del laya yoga
Che cosa significano per noi queste parole dal punto di vista del laya yoga? Il laya yoga non viene praticato al livello della dualità né al livello delle parole, perciò questo inno, dal punto di vista dell’advaita, va interpretato così:
Inchinarsi davanti alla Ragione immortale significa entrare nella presenza, quando lasciamo andare l’«io» egoistico ed entriamo nella Mente primordiale. Questo sarà il vero inchino.
Vederlo come l’unico oggetto di Rifugio e l’unico oggetto di adorazione significa entrare nella contemplazione (sahaja-tattva), vedere sempre questa contemplazione, questo stato, come autentico oggetto di Rifugio, affidarsi sempre a esso.
Vederlo come il Rifugio di tutti gli esseri viventi significa dimorare costantemente nella natura suprema e comprendere che la Mente primordiale e la presenza contengono in sé tutti gli esseri.
Rivolgersi a Lui per protezione significa, quando sorgono difficoltà o ostacoli, comprendere che non esiste nulla di esterno, ma che tutto avviene dalla consapevolezza; che la migliore protezione da qualsiasi cosa, per esempio dagli ostacoli o dagli impedimenti, è dimorare in questa consapevolezza, conferire a questa consapevolezza forza e luminosità tali da poter cambiare la realtà ed eliminare gli ostacoli.
L’adorazione della Fonte Suprema significa che il nostro piccolo «io» deve capitolare, arrendersi a questo supremo «Io». Quando entriamo nello stato naturale, contempliamo, restano gli impulsi del nostro ego, che cercano continuamente di farci perdere l’equilibrio del bilanciamento contemplativo. Dobbiamo imparare a consegnare questo piccolo «io» e ad affidarlo a questo stato supremo. Se lo facciamo, allora diventiamo veramente praticanti del laya yoga.
Applicazione pratica
Questo inno è molto propizio, perciò nel tantra si raccomanda di recitarlo ogni sera o nei momenti in cui è necessario purificare la coscienza.
Che cosa significa bhajan mandala? Quando invochiamo i siddha (Dattatreya o Gorakshanatha), significa che ci sintonizziamo con la Coscienza assoluta, meditando sulle qualità assolute dei santi, considerando tutti i santi nell’unità, cioè come manifestazione della Fonte Suprema.


