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Esperienze iniziali e requisiti nella pratica del Kundalini Yoga

20.07.2026
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Esperienze iniziali e requisiti nella pratica del Kundalini Yoga

Che cosa sperimenta lo yogin quando purifica i canali e la sua kundalini si risveglia?

Principali manifestazioni corporee

1. Calore e freddo

Durante un intenso risveglio dell’energia, dalla zona del muladhara si innalza un forte calore, accompagnato da un’accelerazione del battito cardiaco. Ciò è legato all’attivazione del canale pingala. Se lo yogin risveglia la kundalini in modo scorretto, senza la guida del Guru, l’energia può fluire lungo il canale destro, surriscaldando il corpo. In tal caso può verificarsi un aumento della temperatura o, al contrario, possono comparire brividi come durante un raffreddore. Ciò è dovuto all’attivazione dei canali ida e pingala e al loro squilibrio. In questo periodo lo yogin viene sottoposto a una dura prova dal sole e dalla luna che si trovano nel suo corpo.

2. Formicolio e prurito

L’apertura dei canali superficiali e dei punti (marma) sulla pelle viene percepita come formicolio, pizzicore e prurito, come se degli insetti strisciassero sul corpo. Il prurito e il bisogno di grattarsi possono essere intensi nei punti in cui i canali sono ostruiti o ristretti. Man mano che avviene la purificazione, in questi punti sorgono una sensazione di beatitudine e la percezione della trasparenza della pelle.

3. Sensazione di levitazione e leggerezza nel corpo

Indica l’apertura del muladhara, l’attivazione dell’udana-vayu e il parziale riempimento della sushumna con il prana.

4. Pesantezza, tensione e senso di pienezza negli arti

A causa del riempimento disomogeneo di prana nelle dita delle mani e dei piedi e nelle piante dei piedi, può insorgere una sensazione di gonfiore, tensione ed edema. Col tempo ciò scompare spontaneamente, poiché i prana si armonizzano naturalmente.

5. Lampi di luce

Si manifestano nella zona del cuore e tra le sopracciglia quando vi affluisce una quantità sufficiente di prana; in quel punto si avverte allora una sensazione di tensione. A volte la luce può essere intensa come un fulmine, altre volte fioca.

Manifestazioni iniziali del risveglio dell’energia kundalini

Queste sono comuni esperienze iniziali nel corpo dello yogin. Esistono anche esperienze più intense, come malattie, dolori, nausea, vibrazioni, tremori, svenimenti o emozioni. Ma le esamineremo un’altra volta.

La prima fase della pratica: il «tempo della sofferenza»

Che cosa accade in seguito? Nella prima fase della pratica, quando i prana non sono sotto controllo durante l’esecuzione dei pranayama, lo yogin incontra delle difficoltà. Questo periodo viene chiamato «tempo del dolore» o «tempo della sofferenza». Le sue esperienze e percezioni possono non svilupparsi per mesi, anche se pratica molto intensamente. Per nove mesi ho svolto ogni giorno una pratica tecnica della durata di sei e otto ore, ma non c’era neppure il minimo accenno di risultato. I risultati sono comparsi solo quando ho deciso che era meglio praticare senza aspettarmi risultati, ma semplicemente perché bisognava praticare. Finché non riuscite a lasciarvi andare e inseguite i risultati, il vostro ego cerca di raggiungere sé stesso come un cane che si morde la coda.

La mente dello yogin si distrarrà e cadrà nell’ottusità, nel tamas e nella prostrazione, desiderando i piaceri mondani. In lui possono risvegliarsi forti desideri passionali che prima non lo tormentavano. A volte può sperimentare emozioni o pensieri intensi che suscitano in lui autocommiserazione, paura, sconforto, sfiducia nelle proprie forze e nel metodo di pratica scelto. Ciò avviene a causa del movimento dei venti karmici impuri che, salendo verso la testa, influiscono sulla coscienza. In questo difficile periodo, chiamato «tempo della sofferenza», lo yogin deve meditare sull’impermanenza e sulle sofferenze del samsara, nonché generare una grande determinazione e rinuncia. È opportuno leggere le biografie dei santi siddha e dei grandi Guru, mantenere impavidità, perseveranza e fede nel Guru, immaginando sé stessi come un impavido vira-yogin.

Esperienze e visioni iniziali

I chakra inferiori, l’onda ascendente e la luce interiore

I venti risvegliati, salendo dal basso, non riescono a farsi strada attraverso le ostruzioni nelle nadi e in parte fuoriescono attraverso gli organi sessuali o l’ano. In questo periodo è importante padroneggiare l’esecuzione accurata del mula bandha e continuare a purificare le nadi. Poi, quando le nadi si sono un po’ purificate, i venti iniziano a salire lungo i canali superficiali, e allora lo yogin a volte avverte un ronzio nelle orecchie, a volte un calore pulsante nel coccige, a volte una pressione nel punto tra le sopracciglia e nella testa, a volte mal di testa alla nuca o alle tempie, a volte una beatitudine al centro del petto che fa venire voglia di cantare, mentre talvolta, durante i pranayama, il suo corpo viene scosso e sollevato dalla forza ascendente.

Tutte queste molteplici manifestazioni sono individuali. Dipendono dallo stato dei canali e dalla predominanza degli elementi, in conformità al karma di ciascuno yogin.

  • Visioni ed esperienze nei chakra inferiori

A volte il suo coccige diventa caldo, come se si sciogliesse, e lo yogin fa sogni vividi simili a incubi, nei quali sembra che uccida qualcuno, lo tagli o lo pugnali, oppure che qualcuno lo insegua. Ciò è causato dal movimento dei grossolani venti impuri nei chakra inferiori (nel muladhara e nello svadhisthana).

A volte, in questo periodo, può diventare irritabile. Ciò è causato dalla parziale ascesa al cervello dei prana ascendenti della kundalini. A volte lo yogin farà sogni in cui ha rapporti sessuali con il genitore del sesso opposto, cioè la yogini con il padre e lo yogin con la madre. Questo indica l’attivazione della goccia rossa nel muladhara.

  • Movimento dell’energia lungo la colonna vertebrale

A volte, durante la meditazione o le ritenzioni del respiro, lo yogin avverte una rotazione, prova una sensazione di volo e di assenza di peso, e lungo la colonna vertebrale sale, miagolando, un’onda elastica che si arresta nella gola o nel punto tra le sopracciglia. Se quest’onda si ferma nella gola, lo yogin avverte un solletico alla gola; se si ferma nel petto, può avere tosse e un lieve dolore al cuore; se si ferma nello stomaco, può avere mal di stomaco, qualora le sue nadi non siano sufficientemente pure; se si ferma nel punto tra le sopracciglia, lo yogin vede immagini con la visione interiore.

La luce dorata dei chakra superiori e la chiarezza della coscienza
  • Visioni luminose e luce interiore

A volte sente una pressione così forte nella testa che gli sembra stia per scoppiare. Poi vede dentro di sé una tenue luce bianca; talvolta, all’altezza del punto tra le sopracciglia, può vedere una luce proveniente dall’esterno, simile a una pulsazione o a motivi che emergono quando si concentra su determinati oggetti. Questi motivi possono essere biancastri, biancastri con sfumature gialle, azzurre e rosse, e ricordare un arcobaleno. A volte può vedere questa luce accompagnare ogni oggetto luminoso. Talvolta può vedere oggetti circondati da un’aura luminosa anche in assenza di qualsiasi fonte di luce.

Questa luce non è né interiore né esteriore. Questa luce è la conseguenza di una visione che sorge in seguito all’ascesa della kundalini verso i chakra superiori. Quando lo yogin approfondisce la presenza, comprende che la sua luce interiore è collegata alla luce esteriore. Ciò si manifesta soprattutto nello jyoti yoga, ma anche nel kundalini yoga. Così come i suoni interiori nada cominciano a essere uditi in modo inseparabile dai suoni esteriori, lo yogin coglie la sottile interconnessione attraverso cui i suoni interiori vengono proiettati all’esterno e diventano voce, risate e musica esteriori. Lo yogin comincia inoltre a riconoscere il segreto di come la luce interiore, emanando dagli occhi e dalla visione del punto tra le sopracciglia, diventi oggetti esteriori. Tutto ciò lo porta ad approfondire la presenza contemplativa.

  • Attivazione dei chakra superiori

Se il prana entra nel soma chakra, sembra che al centro della testa compaia qualcosa di tiepido, a volte di caldo. All’interno della testa comincia allora a scattare qualcosa, dopodiché la bocca si riempie di saliva fresca e dolciastra, che lo yogin deve inghiottire senza sputarla.

Se il prana sale fino alla sommità del capo, lo yogin sente la testa riscaldarsi e al centro della sommità si accende una morbida luce dorata. A volte essa appare come una sfera dorata nella quale è possibile immergersi. Altre volte questa luce appare come un vortice di luce dorata cosciente che discende dall'alto ed è composto da granelli di polvere d'oro. Dimorare in questa luce dona allo yogin una forte sensazione di gioia e la certezza di essere sulla via giusta. Immergersi profondamente in essa porta al distacco da ogni attaccamento e alla comprensione: «Io sono coscienza, simile a uno spazio di luce». In questo periodo la sua coscienza non si interrompe durante la notte.

  • Molteplicità delle manifestazioni dell'energia

A volte l'energia sale durante la veglia, altre volte nel sonno. A volte è così potente che lo yogin non riesce a muovere né le braccia né le gambe mentre essa sale lungo la colonna vertebrale. A volte è morbida ed elastica, altre volte aspra, sgradevole e calda, e la sua ascesa provoca mal di testa. Lo yogin può vedere un'energia rosso scuro che sale dal basso, oppure una morbida spirale bianco-argentea che si avvolge lungo la colonna vertebrale.

A volte può vedere i colori dei chakra, degli elementi o dei prana. Per esempio, si possono vedere scintille simili a quelle di una fiamma oppure uno spazio di colore viola tra le sopracciglia. Lo yogin comincia a vedere i contorni dei chakra all'interno del proprio corpo. Dapprima appaiono come punti luminosi bianco-gialli, poi come piccoli cerchi e, in seguito, diventano visibili i loro dettagli. Lo yogin può vedere il kanda come un bulbo grigio-biancastro, con fibre che si diramano ai lati.

Visione dei chakra, dei flussi di prana e del kanda
  • Manifestazioni sonore

L'ascesa dell'energia è accompagnata da un rombo nelle orecchie, da un tintinnio o da un sottile sibilo, e talvolta da un ronzio o da un brusio. Il ronzio monotono indica il movimento dell'energia lungo il canale sinistro, il brusio indica il movimento lungo il canale destro, mentre il rombo e il sottile sibilo indicano l'ascesa lungo il canale centrale.

Il samadhi iniziale del kundalini yoga

Quando, dopo il pranayama, lo yogin si sdraia in shavasana, ciò può provocare un'ascesa spontanea dell'energia. Una postura assunta casualmente, per esempio con le gambe incrociate e il collo piegato verso il basso, può provocare un'ascesa spontanea dell'energia, che si arresta nel punto in cui non riesce a fluire liberamente. In quel momento l'ano si contrae involontariamente e l'addome si ritrae, come nei mula bandha e uddiyana bandha; quindi l'energia preme con grande forza sui chakra, spostandosi più in alto.

Spazi cromatici degli elementi nei chakra

Lo yogin vede i cerchi propri di ciascun elemento nei chakra:

  • quando l'energia si trova nel muladhara, vede cerchi di luce gialla o semplicemente uno spazio giallo

  • quando si trova nello svadhisthana, vede cerchi bianchi o uno spazio bianco come la luna

  • nel manipura, rossi

  • nell'anahata, verdi o verde-azzurri

  • nella gola, grigi o blu

  • tra le sopracciglia, bianchi, come un cielo coperto di nuvole

A volte si possono vedere sillabe, contorni dei chakra, segni simbolici nei chakra, lettere, mudra delle mani e yantra. I colori possono accendersi uno dopo l'altro o quasi simultaneamente. Poi l'energia comincia a premere con grande forza sui chakra, spostandosi più in alto. Infine si arresta nell'anahata chakra, nella gola o tra le sopracciglia. Accumulandosi, crea una forte pressione, tanto che nel chakra sorge la sensazione di un vortice ribollente o di un turbine. In quel momento l'intero corpo dello yogin sembra intorpidirsi, mentre la sua mente si raccoglie all'interno e si colloca nel canale centrale. Poi sorge una sensazione di rotazione, in seguito alla quale la coscienza scivola fuori dal corpo fisico e si ritrova nel corpo astrale.

Uscita nel corpo sottile

Quando ciò accade, indica già un certo conseguimento nel kundalini yoga ed è chiamato «samadhi iniziale del kundalini yoga». Uscito dal corpo fisico nel corpo sottile, lo yogin osserva dall'esterno il proprio corpo disteso e poi si reca in un luogo qualsiasi, attraversando una parete, semplicemente pensando a dove desidera arrivare e concentrandosi su quel luogo.

A volte, in questo periodo, nella coscienza appaiono strisce di vari colori, che indicano i colori del karma dello yogin, i colori del suo bardo e i luoghi di una possibile rinascita nel mondo del samsara con il karma che possiede in quel momento.

Nel momento in cui l'energia sale lungo la colonna vertebrale, mentre è disteso in shavasana, con gli occhi del corpo sottile egli può vedere strisce di colore verde opaco, blu, bianco-argenteo e rosso, simili a sentieri che si aprono davanti a lui, ognuno dei quali conduce a un determinato mondo. Questi colori possono apparire nel vuoto spalancato della luce nera. Poi l'energia spingerà il suo corpo sottile fuori attraverso la sommità del capo. Se in quel momento proverà interesse per un qualsiasi colore o visione, vi si ritroverà immediatamente.

Sentieri colorati della visione sottile e ascesa attraverso la sommità del capo

Visioni dei mondi puri

Può vedere una luce bianca e la sua mente ne verrà istintivamente attratta. Lì vedrà se stesso in piedi, in un corpo illusorio, in un mondo splendente e pervaso di luce. In questo mondo sarà possibile vedere, udire e persino toccare il proprio corpo e gli oggetti. Se è un mondo puro, sarà possibile incontrare una divinità, un santo o un siddha e ricevere da lui istruzioni o benedizioni, un insegnamento o una trasmissione. Poi la coscienza sembrerà subire un'oscillazione; anche l'energia dello yogin oscillerà e il suo corpo illusorio sembrerà dissolversi oppure essere trascinato da un potente flusso indietro nel corpo fisico. Tuttavia, lo yogin conserverà pienamente il ricordo del luogo in cui è stato e di coloro con cui ha comunicato.

Se in quel momento il prana entra nel canale centrale e il corpo sottile fuoriesce attraverso la sommità del capo, il respiro diventa impercettibile e poi scompare del tutto. Anche il battito cardiaco rallenta o si arresta completamente.

Queste sono le esperienze iniziali che sorgono quando i canali dello yogin sono purificati e l'energia si risveglia. Per entrare in uno stato di Luce più profondo, lo yogin deve non solo purificare, ma anche ampliare i propri canali, così da aumentare la quantità di energia che sale dal coccige verso l'alto. Lo fa mediante le tecniche di pranayama e pratiche come il chandali. Quando una maggiore quantità di energia sale verso la sommità del capo, l'intera visione del mondo dello yogin cambia: non solo egli sperimenta uno stato di consapevolezza diverso, ma percepisce persino il mondo in modo differente, energeticamente o attraverso la vista. Questa è la fase successiva, che conduce al samadhi completo della Luce del kundalini yoga. Ne parleremo un'altra volta.

Requisiti relativi alle qualità del discepolo che pratica il kundalini yoga

  • Fede negli insegnamenti del Maestro e nei testi sacri

  • Capacità di superare le prove impartite dal Maestro e di servirlo altruisticamente durante l'intero periodo di formazione

  • Venerazione del Maestro e dei suoi discepoli anziani, dei sadhu o dei monaci

  • Osservanza di tutte le istruzioni riguardanti la sadhana, la pratica e lo stile di vita

  • Giovinezza, salute e presenza di forza vitale

  • Desiderio tenace di liberarsi dall'ignoranza e dal ciclo di nascita e morte, e di raggiungere la liberazione

  • Assenza di arroganza e orgoglio, qualità del vaso vuoto, sincerità

  • Capacità di osservare i precetti, i voti e i samaya

  • Umiltà, tolleranza, capacità di vivere in armonia con gli altri, abbandono di tutte le preoccupazioni mondane al fine di conseguire la liberazione

  • Pazienza, bontà, cordialità e compassione verso tutti gli esseri viventi, non arrecare danno ad alcuno

  • Forza di volontà incrollabile, assenza di paura, coraggio, perseveranza nel raggiungimento dell'obiettivo, spirito di servizio verso tutti gli esseri viventi, capacità di padroneggiarsi e mantenere l'imperturbabilità, assenza di paura in qualsiasi situazione, purezza di pensiero

Qualità del discepolo sul cammino della liberazione

Requisiti relativi allo stile di vita

  • Capacità di preservare l'energia sessuale, rinuncia al desiderio sessuale

  • Rinuncia ai piaceri dei sensi, ai desideri grossolani e allo spreco di tempo nei divertimenti

  • Rinuncia al consumo di carne e pesce, moderazione nel cibo, moderazione nel sonno

Per conservare il calore mistico durante la pratica del Kundalini Yoga, lo yogin deve continuare a eseguire quotidianamente i pranayama o le proprie meditazioni, senza interrompere la sadhana. Deve continuare a far salire e scendere il fuoco lungo il canale centrale, evitare il caldo e il sole cocente, e non esporsi nudo ai raggi diretti del sole neppure in caso di calura intensa. Non deve indossare abiti troppo pesanti quando fa molto freddo, né spegnere con il fiato il fuoco o una candela, né consumare cibi o bevande fredde. Deve trattenere la sostanza vitale nel corpo, evitando l'eiaculazione sia durante la veglia sia nel sonno. Non deve consumare aglio, pepe, carne o cibi troppo acidi, salati o grassi. Non deve avvicinarsi al fuoco, sedersi accanto a un falò, sedersi sulla nuda terra senza una stuoia, dormire di giorno, camminare scalzo o fare ciò che provoca sudorazione. Non deve lavare via il sudore che compare durante la pratica o il lavoro, soprattutto durante la pratica, bensì strofinarlo sul corpo. Non deve insultare né deridere le donne.

A qualcuno queste potrebbero sembrare regole di buona educazione, ma non è esattamente così. Sono prescrizioni che non riguardano la morale, bensì l'energia. Il fatto è che l'energia kundalini è un'energia femminile. Si ritiene che, deridendo o trattando con mancanza di rispetto l'energia femminile all'esterno, si blocchi il flusso della kundalini-prana nel proprio corpo, poiché l'interno e l'esterno sono connessi.

Per approfondire la pratica, occorre praticare a lungo, senza lasciarsi distrarre dalle preoccupazioni mondane. Queste sono regole particolari.

Ciò che non si deve consumare

Pietanze acide, calde, piccanti, salate o amare, senape, salsa chili, ricotta acida, carne, pesce, aglio, cipolla, cibo non fresco, frutta troppo matura o acerba. Lo yogin deve consumare sempre e soltanto cibo sattvico.

Conservazione del seme e lavoro con il desiderio

Il successivo aspetto importante è la conservazione del seme, della sostanza bianca, del bindu.

Lo yogin deve osservare rigorosamente i precetti yogici e distaccarsi dal desiderio sessuale e dalla concupiscenza. Quando sorge la concupiscenza, deve scrutare con profonda chiarezza la natura del desiderio e scoprirne la fonte, la vacuità originaria; allora i venti entreranno nel canale centrale e i desideri lo abbandoneranno. In altre parole, occorre integrarsi con il desiderio, introducendolo nella vacuità finché non scompare. Questo è il metodo dell'autoliberazione.

Se invece lo yogin è ancora inesperto come praticante, non deve tentare di liberarsi dal desiderio con la forza dell'integrazione; deve distaccarsene riflettendo sull'impermanenza e sulla nocività della perdita di energia. Molti, sopravvalutando le proprie capacità e considerandosi praticanti di alto livello, allenati nella contemplazione, cercano di autoliberare i desideri invece di distaccarsene o trasformarli in qualcos'altro. Ma la vera autoliberazione del desiderio, il lasciarlo così com'è, cioè senza valutazioni né giudizi, e l'unione con lo spazio della consapevolezza funzionano soltanto quando lo yogin è stabile nella contemplazione e la sua mente è in grado di muovere i prana. Nella fase iniziale, invece, quando lo yogin è un principiante, questo metodo non è adatto.

Se lo yogin è allenato nella contemplazione e nell'autoliberazione, i suoi prana e la sua mente non saranno mai sopraffatti dai desideri. Lo yogin che perde il seme, il bindu bianco, non otterrà segni di realizzazione, indipendentemente dal numero di anni durante i quali praticherà la sadhana.

Il tipo peggiore di perdita del seme è quello che avviene durante l'atto sessuale, accompagnato non soltanto dalla perdita del seme, ma anche da una forte concupiscenza nella mente, quando si perdono i residui della contemplazione. È il tipo peggiore, perché in quel momento si perde sia la parte grossolana sia quella sottile del seme.

Tipi di perdita di energia e loro conseguenze

Perdita di energia vitale mantenendo la consapevolezza

Il tipo successivo di perdita di energia durante un orgasmo nello stato di veglia è la situazione in cui il desiderio è presente ma, grazie all'esperienza, la contemplazione non viene perduta; tuttavia, l'energia si disperde ugualmente. È un tipo meno grave di perdita del seme, ma è anch'esso molto dannoso. In quel momento si perde la parte grossolana del seme, mentre il prana sottile permane grazie alla contemplazione. Sebbene la consapevolezza dello yogin si conservi, il suo livello di energia diminuisce e i canali si ostruiscono. La contemplazione dello yogin peggiorerà e anche ciò che accade intorno a lui comincerà a sfuggire al controllo a causa della perdita della forza yogica.

Il successivo tipo di perdita del seme, meno grave, è la perdita di energia nei sogni accompagnati da immagini sessuali. In questo caso il prana sottile non viene disperso, mentre la parte grossolana del bindu viene persa in misura insignificante. E sebbene qui si perda una quantità di energia trascurabile rispetto ai primi due casi, lo yogin dovrebbe comunque imparare a evitarla per quanto possibile.

Il tipo successivo di perdita è la dispersione di energia in un sogno non accompagnato da immagini sessuali. In questo caso le perdite sono ancora minori. Esse si verificano a causa del naturale movimento dell’energia e delle ostruzioni nei canali.

Lo yogin dovrebbe evitare, per quanto possibile, tutti questi tipi di perdite, soprattutto i primi due. Le prescrizioni che li riguardano devono essere osservate scrupolosamente.

Segni del controllo sull’energia

L’altezza, il vento e l’energia ascendente della pratica

Che cosa accade quando lo yogin ha assunto il controllo dei canali e dei prana, si è in parte purificato e ha risvegliato l’energia praticando pranayama e meditazione? Sentirà che il suo corpo è diventato liscio e flessibile. La pelle diventa liscia e lucente, il viso risplende, gli occhi brillano gioiosamente, la voce acquista forza e melodiosità. Il corpo diventa straordinariamente resistente, la durata del sonno e la quantità delle escrezioni diminuiscono. I desideri abbandonano lo yogin, che non ha bisogno di molto cibo né di molte bevande, e nelle orecchie ode i suoni del nada.

Domanda: «Perché non si può camminare a piedi nudi?»

Anche per me è un mistero. Proprio a questo non so dare una spiegazione. Ma così è scritto nelle scritture. Posso spiegare perché non si dovrebbe giacere sulla terra: perché l’elemento terra si rafforza, mentre per il kundalini yoga è necessario l’elemento vento. Molti pandit evitano di sedersi sulla terra. Si ritiene che quanto più in alto ci si trovi, tanto più facile sia praticare. Cioè, se si pratica sulla cima di una montagna, la stessa altitudine rafforza l’elemento vento, l’aria, e pertanto le esperienze si manifestano più facilmente. Se invece si scende sottoterra, al contrario, aumenta la forza del tamas. Le montagne sono di per sé luoghi di energia ascendente. Per esempio, se volete accrescere l’elemento vento, dovete arrampicarvi su un albero e vivere da qualche parte in alto. Perciò i praticanti ritengono propizio praticare in alto, mentre sedersi sulla terra, soprattutto senza una stuoia, non è molto favorevole. Quanto al camminare a piedi nudi, per quanto abbia cercato nelle scritture, non ho trovato spiegazioni al riguardo. Probabilmente anche questo è dovuto al fatto che l’elemento terra si rafforza.

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