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Il cammino dello yogi: dalle energie e dagli ostacoli all’abbandono di sé

27.07.2026
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Il cammino dello yogi: dalle energie e dagli ostacoli all’abbandono di sé

Cicli energetici e lavoro con gli elementi

Dipendiamo dal funzionamento delle nostre energie. I nostri canali si alternano secondo determinati cicli temporali. Nel corso di ogni ora, un elemento nel nostro corpo si trasforma in un altro. Per alcuni minuti agisce l'elemento terra, poi si attiva il prana dell'acqua, quindi diventano attivi il prana del fuoco, il prana del vento e, infine, il prana dello spazio. In questo modo, l'essere umano è una struttura energetica integrale.

Ida e pingala si alternano. Se verificate, scoprirete che in un determinato momento è sempre attiva pingala, il che significa che la narice destra è aperta e funziona. In un altro momento, invece, è attiva ida e funziona la narice sinistra. Di conseguenza, cambia l'emisfero cerebrale attivo. Cambiano la vostra percezione del mondo, il vostro stato d'animo e le vostre capacità di fare determinate cose.

Quando è attiva pingala, bisogna fare cose grossolane: attività dinamiche, attive e rajasiche, perché il vostro prana karmico si muove lungo il lato destro del corpo e queste cose vi riusciranno. Quando la narice sinistra è aperta ed è attiva ida, si attiva il prana sottile, connesso al corpo sottile e alla chiarezza. Quando è attivo il lato sinistro, vi riusciranno alcune attività legate alla creatività e alle sottili chiarezze della mente. E quando ida e pingala sono equilibrate, si aprirà in voi l'elemento dello spazio, l'elemento della coscienza, e vi riusciranno la contemplazione e la presenza contemplativa.

Lo sviluppo della sensibilità e i suoi pericoli

Gli yogi che praticano la contemplazione conoscono bene questi segreti. Sentono quando è attiva la terra, quando nel corpo sono attivi l'acqua, il fuoco, il vento o lo spazio. Sentono il proprio corpo. Per una buona meditazione non basta sapersi concentrare, meditare e visualizzare; bisogna anche percepire il proprio corpo energetico attraverso quello fisico. Il nostro corpo energetico deve diventare come uno scanner.

Ma questa sensibilità ha anche il suo rovescio. Se la sviluppiamo in modo scorretto, diventiamo ipersensibili, e questo è molto scomodo. Per esempio, se vi sedete su una panchina dove prima era seduta una persona piena di bramosia, il vostro svadhisthana chakra si intasa, percepite una sorta di prana vischioso e il vostro apana vayu si ostruisce. Non vi sentite molto a vostro agio.

Il corpo energetico come scanner sottile: la sensibilità aiuta la meditazione, ma l'ipersensibilità rende la persona vulnerabile.

Oppure qualcuno prova un attaccamento: siete seduti nella metropolitana o sull'autobus di fronte a questa persona e il suo attaccamento fluisce nel vostro anahata chakra; vi sentite malissimo, siete turbati e l'intera giornata è rovinata. Avete svolto la pratica mattutina, avete fatto tre ore di asana, pranayama e meditazione, poi siete rimasti seduti per quindici minuti di fronte a quella persona e ve ne siete andati con un nodo nell'anahata chakra. Allora cominciate a guardare le persone in questo modo: mi intasano i canali, hanno molti desideri mondani. Questa è ipersensibilità.

Se mangiate del cibo e qualcuno in cucina lo ha preparato con uno stato d'animo non proprio buono, dopo averlo mangiato potreste sentirvi letteralmente avvelenati. Perciò, se una moglie prepara in cucina il cibo per il marito, deve recitare preghiere e non pensare a quanto lui sia inadeguato o al fatto che non porti a casa lo stipendio, perché lui dovrà mangiare quei pensieri e, dopo averli mangiati, il suo umore peggiorerà. Il suo stato d'animo tornerà nuovamente a lei. I nostri pensieri si trasmettono.

C'è una storia su un sadhu che accettò del cibo da un laico e cominciò ad avere pensieri di rubare qualcosa o picchiare qualcuno. Andò dal suo Guru e disse: non riesco assolutamente a controllare la mente; da dove vengono questi pensieri? Non mi sono propri. Il Guru rispose: tu accetti del cibo, e quel capofamiglia ha una mente del genere. Non sei in grado di purificare quel cibo, perciò esso ti influenza. Smetti di accettare cibo da lui.

Un'altra persona accettava cibo da una donna che aveva pensieri non molto puri, ma desiderava accumulare meriti; ogni volta che egli accettava il suo cibo, i suoi pensieri diventavano impuri. È una storia antica, non una storia sui nostri monaci. Sono classiche storie esemplari tratte dai manuali. Il suo guru gli disse: la prossima volta che ti offrirà del cibo, qualche muffin, forse dei prodotti da forno o dei biscotti, accettalo sulla punta di un ago. Egli lo accettò sulla punta di un ago e da allora il destino non lo fece più incontrare con lei.

Ipersensibilità significa che il vostro corpo energetico è diventato estremamente sensibile e ciò vi crea problemi; bisogna risolverli in qualche modo. Non avete bisogno di una simile ipersensibilità. Dovete sentire il vostro corpo, ed esso deve essere obbediente, ma non dovete essere vulnerabili. Dovete essere abbastanza forti da assorbire il karma e il prana altrui e dissolverli dentro di voi.

Svara Vidya: l'arte di riconoscere gli elementi attivi

Quando studiamo l’arte dello svara-vidya e del tattva-vidya, impariamo a percepire i tattva nel nostro corpo. Per esempio, se volete determinare quale elemento è attivo in voi, dovete prendere uno specchietto e respirarvi sopra. A seconda della figura che il vostro respiro lascia sullo specchio, potete capire quale elemento è attivo nel vostro corpo.

Per esempio, se compaiono molti puntini, ciò indica l’elemento dello spazio: significa che in questo momento è favorevole per voi meditare, ma non è molto favorevole occuparvi di questioni finanziarie o instaurare relazioni con qualcuno. Quando in una persona l’elemento dello spazio è attivo non nel canale destro né in quello sinistro, bensì nella sushumna, tutto le sfugge di mano. Sapete, ci sono persone del genere: qualsiasi cosa si d

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