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Biografia e poteri miracolosi del siddha Boganathar

12.07.2026
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Biografia e poteri miracolosi del siddha Boganathar

Trasmigrazione in Cina

Si dice che, a causa della differenza del colore della pelle e della lingua, Boganatar, con l’aiuto del suo corpo pranico, trasmigrò nel corpo di un cinese. Dopo la trasmigrazione, Boganatar assunse un nome cinese: Bo Yang. Percependo l’imperfezione del suo corpo cinese, Boganatar praticò la kaya-kalpa.

Alcuni ritengono che Boganatar e Lao Tzu siano la stessa persona, cioè che Lao Tzu sia Boganatar, entrato nel corpo di un cinese e giunto all’immortalità mediante i metodi della kaya-kalpa.

Boganatar è uno dei più grandi siddha tamil dopo Tirumular. Le prossime statue che realizzeremo saranno quelle di Gorakshanath, Boganatar e Tirumular. Boganatar fu un grande siddha al di là dello spazio e del tempo; è anche considerato un maestro della kaya-kalpa e delle prakrita-siddhi. Alcuni testi affermano che in quei tempi antichi egli inventò il paracadute, l’aeroplano, il piroscafo, il treno. Con il suo aeroplano volava in Cina. Fu anche maestro del trasferimento della coscienza, parakaya-praveshana, dell’alchimia e della medicina chittar (la medicina dei siddha).

Origine e conseguimento delle siddhi

Nel “Jnana Sagaram”, Bogar dice di essere nato dall’Adi-siddha, cioè dall’Assoluto, indicando così la propria appartenenza alla linea dei siddha ereditari. Egli venne a conoscenza dell’origine della sua nascita con l’aiuto dell’occhio divino, l’occhio della saggezza (divya-chakshu). Diceva di appartenere alla linea kaya-laya: assunse la forma di un uccello e volò (kaya-laya è un altro nome del pranava). Lì praticò la kundalini-yoga e fu chiamato Bogar. Ricevette l’iniziazione da un siddha di nome Kalandji, raggiunse la conoscenza di sé attraverso la pratica della kundalini-yoga, divenne siddha e ottenne tutti i poteri miracolosi. Affermando di conoscere la tecnica della kaya-siddhi, Bogar spiega il metodo per trasformare il corpo in un corpo maturo mediante il sistema della medicina, nonché la tecnica per trasfigurarlo in divya-deha per mezzo della kundalini-yoga. Per lungo tempo visse nel divya-deha, il corpo della Luce Dorata. Egli dice di aver preso una pillola chiamata kaya-kalpa e di aver vissuto nel corpo della Luce Dorata in diversi paesi per altri dodicimila anni.

Bogar, divya-chakshu, kaya-laya e il corpo della Luce Dorata

La parabola della pillola kaya-kalpa

Sull’efficacia della pillola kaya-kalpa narra un’interessante parabola.

Un giorno Bogar stava tornando dalla Cina con i suoi tre discepoli e un cane. Lungo la strada diede una pillola al cane, che cadde morto. Bogar diede un’altra pillola a uno dei discepoli, che anch’egli cadde come morto. Diede altre due pillole agli altri due discepoli, i quali, per paura di morire, le nascosero senza inghiottirle. Bogar inghiottì un’altra pillola e cadde anch’egli come morto. Vedendo ciò, i due discepoli rimasti gettarono via le loro pillole e andarono al mercato per comprare tutto il necessario e seppellire i corpi del cane, del discepolo e del loro guru. Tornati dal mercato, scoprirono che i corpi erano scomparsi dal luogo in cui si trovavano prima, mentre tutti e tre si trovavano a una distanza considerevole, mostrando così che le pillole avevano compiuto il loro effetto.

È una storia nota, in cui il cane, il discepolo e lo stesso Boganatar raggiunsero l’immortalità mediante i metodi della kaya-kalpa. Gli altri due discepoli, che si erano spaventati, giunti in quel luogo videro che i loro corpi non c’erano più, e rimaneva soltanto un biglietto di Boganatar che diceva: “Noi, con il cane e il discepolo, abbiamo raggiunto l’immortalità, e voi fate come volete a causa della vostra pusillanimità e incredulità”.

Questa parabola sottolinea due aspetti: il primo è il potere della pillola, il secondo è che un vero discepolo deve avere una fede incondizionata nel proprio guru.

Grazie alla descrizione fatta da Bogar delle piante medicinali e dei preparati, egli è chiamato il padre della medicina e della chimica dei siddha.

Bogar, la pillola kaya-kalpa e la prova della fede dei discepoli

Ho letto che esiste l’opinione secondo cui alcuni identificano il cinese Bo Yang e il volkhv russo Boyan. Si dice che siano la stessa persona. Poiché Boganatar visse molto a lungo, viaggiò in diversi paesi; per un certo periodo si fermò in Russia sotto le sembianze del volkhv e cantastorie Boyan. Quanto ci si possa fidare di questo è un’altra questione.

Storie miracolose dalla vita di Boganatar

Entrato nello stato di samadhi, Bogar divenne simile a una statua di pietra. Il leone e la leonessa si fermarono presso il luogo del samadhi di Bogar, pensando che fosse fatto di pietra. Lì cacciavano animali e vivevano come marito e moglie, generando prole. Un giorno, quando il leone posò la testa sulle ginocchia della figura di pietra, leccandola, le lacrime dagli occhi di Bogar finirono inaspettatamente nella bocca del leone. Assaggiata la lacrima del siddha, il leone acquisì saggezza e comprese che non era una statua, ma un siddha in stato di samadhi. Da quel giorno il leone e la sua famiglia mantennero pulito il territorio davanti alla figura di Bogar. Cominciarono a pregare e a nutrirsi di cibo vegetariano puro: foglie e frutti. Quando Bogar uscì dallo stato di samadhi, chiese al leone chi fosse. Il leone gli raccontò come aveva compiuto ogni sorta di cose terribili alla presenza di Bogar, pensando che Bogar fosse soltanto una statua, e come avesse acquisito saggezza assaggiando la lacrima di Bogar. Udito ciò, Bogar benedisse il leone affinché, nella sua nascita successiva, nascesse re.

Ai tempi in cui Bogar viveva sul monte Pathigaya, si recò nel villaggio più vicino, dove i bramini recitavano i mantra vedici. Vedendo Bogar, gli chiesero di andarsene, affinché non udisse i loro mantra. Per dare una lezione ai bramini insuperbiti, Bogar catturò un gatto e gli insegnò i mantra vedici. Il gatto cominciò a recitarli con voce penetrante, perché i bramini lo udissero. Riconosciuto il proprio errore, i bramini si prostrarono davanti a Bogar, supplicandolo di perdonare il loro comportamento sciocco. Allora Bogar chiese ai bramini di portare tutte le loro cose e trasformò tutto in oro. I bramini erano beati e felici.

Bogar umilia l’orgoglio dei bramini, il gatto recita i mantra vedici

Una volta, una mucca gravida smarrita, fuggendo da una tigre, si nascose in una grotta. Cominciò a vivere lì, nutrendosi soltanto di foglie di karuneli, dotate di una speciale proprietà curativa. La loro sostanza giunse anche al vitello nel suo grembo. Queste foglie hanno la capacità di trasformare un corpo ordinario in karpa-deha, un corpo divino eterno. Quando Bogar vagava alla ricerca di questa pianta medicinale, vide la mucca con il vitello dotato di un corpo eterno e diede loro la sua benedizione.

Invenzioni e viaggi

Per saltare facilmente dalla cima di una collina, Bogar descrive una gabbia realizzata con un ombrello rotondo, al quale sono legati fili di seta e trentadue steli di canna tesi, con una ruota fissata a essi. Un pezzo di stoffa deve coprire gli steli di canna serrati, legati con un nodo di corda, in modo che alla base di questo dispositivo vi sia il principio del falco planante. Se si salta legandosi a un simile ombrello, l’aria vi entra dentro, ed esso diventa simile a una sfera che solleva l’uomo nell’aria e lo depone sano e salvo a terra.

Bogar racconta anche della sua arte del volo aereo e di come compì un volo fino in Cina. Questo tipo di volo, allo stesso modo, rientra tra le realizzazioni della kundalini-yoga. Bogar concepì anche un battello a vapore nel quale, secondo le sue parole, potevano trovarsi molte persone. Inoltre parla di un veicolo capace di muoversi senza l’aiuto di un cavallo, cioè a vapore o a gas. Menziona anche un veicolo in movimento che emette fumo.

Il volo aereo di Bogar in Cina e le prime invenzioni a vapore

Incontri con grandi maestri di diverse tradizioni

Bogar racconta anche di come vide gli apostoli di Cristo. Sul suo veicolo semovente si recò a Gerusalemme. Secondo le sue parole, visitò Roma, dove vide in samadhi tutti e dodici gli apostoli di Gesù, e menziona il nome di Emanuele. Osservò anche i romani che pregavano nei luoghi del samadhi di Gesù, cercando la sua protezione. Inoltre, secondo le sue parole, avendo appreso la grandezza di Gesù Cristo dai suoi numerosi seguaci, visitò e onorò personalmente il luogo del samadhi di Gesù. Osserva che in questo Kali-yuga non aveva mai udito parlare di miracoli simili a quelli compiuti da Cristo.

Bogar fu anche alla Mecca per incontrare i discepoli di Muhammad Nabi. Secondo le sue parole, vi vide molti maomettani e visitò il luogo del samadhi di Nabi. Egli domanda: «Esiste forse sulla Terra un altro luogo come la Mecca?»

Racconta anche come Yakov desiderasse ricevere la grande iniziazione (mahadiksha) da Bogar, per poter vedere Kalinji e Kamalamuni e ricevere da loro benedizioni e istruzioni. Secondo le informazioni tratte dai poemi di Bogar, pare che egli abbia vissuto dodicimila anni in un altro Paese, in Cina.

L’incontro con Tirumular e l’eredità

Grazie ai suoi poteri mistici, Boganatar incontrò Tirumular, che durante le ultime tre yuga (dvapara-yuga, treta-yuga e satya-yuga) rimase ininterrottamente in samadhi. Grazie a tale incontro ricevette l’iniziazione da Tirumular. Scrisse che il suo corpo emanava diversi aromi e risplendeva di luce. Dopo di ciò si definì nipote del rishi Tirumular, e Tirumular suo nonno.

Alcuni ritengono che Boganatar fosse un buddista originario della Cina e che visitasse spesso l’India. Alcuni chiamano Boganatar un taoista cinese. Ma in realtà queste informazioni possono essere contraddittorie per una ragione: Boganatar cambiava spesso il proprio corpo, come molti siddha. Senza morire, usciva dal corpo di una persona ed entrava nel corpo di un’altra, perciò cambiava nome. Per questa ragione è impossibile tracciare con precisione l’identità di Boganatar, anche analizzando vari testi e l’autobiografia.

Cambio dei corpi e dei nomi di Boganatar, un’unica coscienza dietro forme diverse

Disponiamo di un testo sul kundalini-yoga scritto da Boganatar, che ha ricevuto un’altissima valutazione da parte di altri rishi. Esso descrive il cammino dell’illuminazione in modo simile al testo «Tirumantiram», scritto dal rishi Tirumular.

Se desiderate ricevere una benedizione nel kundalini-yoga, dovreste sempre rivolgervi o meditare praticando il Guru-yoga con Gorakshanath, Tirumular e Boganatar, considerandoli non separati dal guru.

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