Dal 12 al 18 febbraio 2027, a Ubud, sull’isola di Bali, si terrà un programma spirituale guidato da Swami Vishnudevananda Giri, dedicato agli insegnamenti dell’Advaita e dello shivaismo, alla pratica della conoscenza di sé e alle forme tradizionali del discepolato.
Bali è un’isola indonesiana caratterizzata da una cultura induista secolare, da una tradizione templare e da una viva pratica quotidiana di offerte, rituali e venerazione delle forme divine. Ubud, situata nella parte centrale dell’isola, è storicamente legata alla cultura artistica, religiosa e ascetica balinese. L’ambiente naturale di Ubud — le foreste tropicali, le terrazze di riso e la vicinanza ai complessi templari — crea condizioni favorevoli per una pratica spirituale concentrata.
Il programma è rivolto a coloro che desiderano approfondire la tradizione dell’Advaita e dello shivaismo, ricevere indicazioni sulla meditazione e sulla contemplazione, nonché conoscere le forme consolidate del discepolato spirituale.
12 febbraio — satsang aperto
«La realizzazione diretta dell’Advaita. Gli insegnamenti dell’Advaita e dello shivaismo sul fine supremo della vita»
La conversazione sarà basata sugli insegnamenti di Swami Vishnudevananda Giri, sulle domande dei partecipanti e sulla spiegazione dei principi tradizionali in lingua russa. Il satsang è aperto a tutti gli interessati, compresi coloro che non hanno una precedente esperienza nello studio della filosofia indiana.
13–17 febbraio — seminario di cinque giorni
«La rivelazione della grazia divina. Il conseguimento dei tre corpi risvegliati nella tradizione dello shivaismo»
Il seminario di cinque giorni è dedicato allo studio progressivo della pratica spirituale nella tradizione shivaita. Il programma affronta i temi della contemplazione, della disciplina della mente, della devozione, del riconoscimento della coscienza e della trasformazione interiore.
Il concetto di grazia divina nello shivaismo corrisponde al termine sanscrito anugraha — «grazia», «benevola rivelazione», «sostegno spirituale». Negli insegnamenti shivaiti classici, l’anugraha non è considerata una ricompensa esterna, bensì l’azione della realtà suprema grazie alla quale la coscienza si libera dalle limitazioni e riconosce la propria natura.
Nell’ambito del seminario sono previste:
indicazioni teoriche sui fondamenti dell’Advaita e dello shivaismo;
pratiche meditative;
spiegazioni dei metodi tradizionali di lavoro con l’attenzione e la mente;
domande e risposte;
raccomandazioni per la successiva pratica individuale.
Il tema dei tre corpi risvegliati viene esaminato nel contesto delle concezioni tradizionali sulla trasformazione dell’essere umano attraverso la disciplina spirituale. La terminologia e il contenuto dell’insegnamento richiedono una spiegazione attenta, poiché nelle diverse scuole dello shivaismo e del tantra le classificazioni corrispondenti possono essere interpretate in modo differente. Durante il seminario questi principi vengono illustrati in relazione alla pratica, agli insegnamenti del Guru e al sistema tradizionale del discepolato.
17 febbraio — ingresso nel discepolato
Sharanagati-samskara
Per tutti gli interessati si terrà la cerimonia di ingresso nel discepolato — Sharanagati-samskara.
Sharanagati deriva dal sanscrito śaraṇa — «rifugio», «protezione», «asilo» — e significa rivolgersi al rifugio spirituale. Samskara significa «rito di istituzione», «cerimonia consacrante», «azione spirituale formativa».
Nella tradizione del discepolato, sharanagati esprime l’accettazione consapevole della guida spirituale, l’impegno a studiare l’insegnamento e a seguire i principi stabiliti della pratica. Non si tratta semplicemente dell’ingresso formale in un’organizzazione, ma di un atto di decisione personale che presuppone rispetto per il Guru, disciplina, regolarità nella pratica e responsabilità per il proprio cammino.
Prima di partecipare alla cerimonia, si raccomanda di ricevere spiegazioni dettagliate sul suo significato, sullo svolgimento tradizionale e sugli impegni del discepolo.
18 febbraio — Ashta-avarana-diksha
Iniziazione alle otto protezioni di Shiva e conferimento del nome spirituale
Diksha è un termine sanscrito che indica l’iniziazione e la trasmissione della forza spirituale, della conoscenza o dell’autorizzazione alla pratica. Nei dizionari tradizionali è associato all’atto di iniziare il discepolo e di stabilire il suo legame con la linea di trasmissione.
Ashta-avarana significa «otto rivestimenti», «otto protezioni» o «otto forme di protezione». In questo contesto si parla dell’iniziazione alle otto protezioni di Shiva, trasmesse dal Guru al discepolo secondo l’ordine stabilito dalla tradizione.
La cerimonia comprende:
la trasmissione dell’iniziazione;
l’instaurazione del legame con la linea spirituale;
gli insegnamenti sui principi del discepolato;
l’assegnazione di un nome spirituale;
la spiegazione della pratica successiva.
È importante distinguere l’iniziazione tradizionale da una conoscenza generale della filosofia dello shivaismo. La diksha presuppone la partecipazione personale alla linea di trasmissione e l’assunzione di determinati impegni.
Informazioni pratiche
Luogo: Ubud, isola di Bali, Indonesia
Date: 12–18 febbraio 2027
Il satsang aperto del 12 febbraio è accessibile a tutti gli interessati.
La partecipazione al seminario, alla Sharanagati-samskara e all’Ashta-avarana-diksha richiede la registrazione preliminare e la presa visione delle condizioni del programma.
Le informazioni organizzative sul luogo di svolgimento, sul programma, sull’alloggio e sulle modalità di registrazione vengono fornite ai partecipanti al momento dell’iscrizione.
Contatti per la registrazione:
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Europa: +39 3271 95 3127
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