La base per la formazione di una retta visione è il ricorso agli Shastra (sancr. śāstra) — testi canonici che godono dello status di rivelazione (Shruti) o di conoscenza tramandata (Smriti). La parola "Shastra" deriva dalla radice shas (governare, istruire) e dal suffisso tra (strumento), il che definisce le scritture come uno strumento di disciplina della mente e di trasformazione della coscienza.
L'ingresso nell'insegnamento richiede un approccio gerarchico rigoroso che escluda la frammentarietà. La pratica spirituale nelle tradizioni dell'Advaita Vedanta e del tantrismo classico (in particolare, lo shivaismo kashmiro) presuppone un passaggio graduale dai concetti filosofici di base all'esperienza diretta della non-dualità.
Secondo i principi della successione (parampara), si raccomanda il seguente ordine di studio dei testi canonici:
1. Viveka-chudamani (sancr. Vivekacūḍāmaṇi)
Autore: Adi Shankaracharya (ca. VIII sec. d.C.). Significato: "Il gioiello prezioso del discernimento". Testo fondamentale che pone le basi della filosofia Advaita Vedanta. Sistematizza i concetti di viveka (discernimento tra il reale e l'irreale) e vairagya (distacco). È una tappa necessaria per la formazione della "purezza intellettuale" del praticante.
2. Avadhuta Gita (sancr. Avadhūta Gītā)
Autore: l'avadhuta Dattatreya. Significato: Testo che espone il grado supremo della non-dualità. La parola "Avadhuta" indica colui che si è "scosso di dosso" tutti gli attaccamenti e le limitazioni mondane. Viene studiata per formare una profonda comprensione della natura dell'Atman.
3. Ashtavakra Gita (sancr. Aṣṭāvakra Gītā)
Contesto storico: Dialogo tra il saggio Ashtavakra e il re Janaka. Significato: Monumento classico dell'Advaita radicale. Il testo pone l'accento sulla liberazione istantanea attraverso la realizzazione che l'anima individuale è identica a Brahman.
4. Ribhu Gita (sancr. Ribhu Gītā)
Origine: Parte della Shiva Rahasya Purana. Significato: Uno dei canti della non-dualità più venerati, che ha acquisito particolare notorietà in epoca moderna grazie all'alta stima di Shri Ramana Maharshi. Il testo è volto alla completa eliminazione del concetto di dualità.
5. Yoga Vasistha (sancr. Yoga Vāsiṣṭha)
Volume e struttura: Vastissimo trattato filosofico esposto sotto forma di istruzioni del saggio Vasistha al giovane principe Rama. Significato: Espone il concetto di Drishti-srishti-vada (il mondo sorge simultaneamente alla percezione) e Bimba-pratibimba-vada (il concetto dello specchio e dei riflessi). Il testo è fondamentale per comprendere l'illusorietà del mondo manifestato e i meccanismi di funzionamento della mente.
6. Tripura Rahasya (sancr. Tripura Rahasya)
Autore: l'avadhuta Dattatreya. Significato: "Il Mistero oltre i tre stati". Il testo, attraverso la forma accessibile di parabole e profondi insegnamenti filosofici, spiega la verità suprema sulla Coscienza Divina che si manifesta come l'Universo.
7. Pratyabhijnahrdayam (sancr. Pratyabhijñāhṛdayam)
Autore: Kshemaraja (XI sec. d.C.), scuola dello Shivaismo Kashmiro. Significato: "Il Cuore dell'Insegnamento del Riconoscimento". Un'opera concisa di 20 sutra che sintetizza le basi della metafisica del riconoscimento della natura Divina in se stessi. Rappresenta il passaggio dal Vedanta classico alla teologia mistica del Tantra.
8. Tantrasara (sancr. Tantrasāra)
Autore: Abhinavagupta (X–XI sec. d.C.). Significato: "L'Essenza del Tantra". Riassunto dell'opera monumentale "Tantraloka". Il testo è destinato a coloro che iniziano la padronanza pratica dei metodi di consapevolezza e del rituale nell'ambito della tradizione Trika.
Spiegazione e ordine di applicazione
I testi sacri non sono oggetti per una lettura superficiale. La tradizione prescrive tre fasi di lavoro con il testo:
- Shravana (ascolto/lettura): familiarizzazione con la parola autorevole.
- Manana (riflessione): profonda meditazione su quanto letto, eliminazione dei dubbi.
- Nididhyasana (contemplazione): integrazione della conoscenza nell'esperienza quotidiana.
Traiettoria raccomandata: L'ingresso nell'insegnamento inizia con il "Viveka-chudamani", che costruisce la base etica e concettuale. Lo studio successivo delle Gita (Avadhuta, Ashtavakra, Ribhu) rafforza la visione della non-dualità. La fase conclusiva è il passaggio ai testi di alto livello di realizzazione — "Pratyabhijnahrdayam" e "Tantrasara", che rivelano l'aspetto dinamico della coscienza.
Il rispetto di questo ordine permette al ricercatore di formare un "perno di diamante" di retta visione, proteggendolo da interpretazioni errate e delusioni spirituali. Lo studio di questi Shastra è una condizione obbligatoria per una piena partecipazione alla vita della Comunità e per il progresso lungo il cammino dell'autorealizzazione.


