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Supporto per lunghi ritiri monastici

10.03.2026
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Supporto per lunghi ritiri monastici

In ogni seria tradizione spirituale esiste un tempo per la sadhana solitaria prolungata (ritiri): un tempo in cui è possibile compiere un serio salto spirituale, approfondire la conoscenza dell'Atman, la propria essenza divina.

Sostenere l'organizzazione di ritiri prolungati è un'opportunità, anche dedicandosi alle attività quotidiane, per diventare partecipi dell'esperienza spirituale coltivata dai monaci che praticano nei ritiri. Infatti, come è noto, se la terra della saggezza di un monaco cresce, ciò influenza l'intera Sangha, poiché siamo un unico campo.

«Nel ritiro, restando soli con Dio, con la propria mente e con il proprio karma, rivaluterete tutte le vostre visioni sulla vita e sul mondo, conoscerete il vostro valore e comprenderete il vostro karma. Capirete chi siete veramente, cos'è questa vita. Conoscerete il prezzo delle vostre parole e dei vostri pensieri, e anche di ciò che sta dietro di essi. Comprenderete che un giorno e persino un minuto di pratica valgono più di mille parole e di molti anni di riflessioni su di essa».

Sadguru Swami Vishnudevananda Giri, Il Codice del Maestro

Per secoli i sadhu si sono allontanati dalle persone — in isolamento o eremitaggio, dove dedicavano tutte le loro forze alla conoscenza di Dio — e oggi accade lo stesso.

Nella nostra tradizione, Gurudev ha stabilito un sistema stabile di pratiche di ritiro sia per i monaci che per i discepoli laici. Il programma di formazione prevede diverse opzioni di isolamento:

  • 1-3-5 giorni;
  • 1-3-5 mesi;
  • ritiri annuali;
  • ritiri di 3 anni;
  • ritiri di 5 anni.

Più il ritiro è lungo e intenso, più potente è la trasformazione che può apportare e maggiore è la preparazione richiesta. Pertanto, nella comunità, attualmente solo i monaci esperti che hanno completato il corso di formazione di 12 anni, coloro che sono pronti per un serio lavoro spirituale, intraprendono ritiri prolungati.

I ritiri sono una profonda trasformazione, sono tapasya — un ardore spirituale, il superamento di se stessi. Come risultato di tale ascesi, viene generata pura energia spirituale, che nella tradizione vedica è chiamata shuddha-sattva (santità e purezza che trascendono la dualità).

Pertanto, sostenere i ritiri prolungati, dove nasce l'energia della santità, è un grande merito.

È un'opportunità, anche dedicandosi alle attività quotidiane, per diventare partecipi di quell'esperienza spirituale coltivata dai monaci che praticano nei ritiri.

È un'opportunità per creare quelle cause karmiche che in futuro vi assicureranno il successo nel compiere lunghe sadhana, e quindi una seria trasformazione spirituale.

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