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Formazione avanzata

21.07.2026
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Il primo corso fornisce le basi. Poi inizia un lungo programma: dodici anni di studio e pratica per chi ha deciso di approfondire la tradizione.


Che cosa si studia

L’allievo studia lo Shivaismo: la natura del Dio Shiva, la struttura dell’anima, la legge del karma e il cammino verso la liberazione. Legge «Danzando con Shiva» di Subramuniyaswami, lo «Shiva Purana», la «Shiva Gita» e i testi di Swami Sivananda. In seguito passa all’Anuttara Tantra e all’insegnamento del Laya Yoga. Studia la contemplazione non duale, la natura della mente e la struttura del corpo sottile. Analizza ventiquattro temi per la meditazione analitica: l’impermanenza, il karma e gli errori tipici nella pratica. Al termine di ogni corso sostiene un esame orale e scrive un trattato di diverse decine di pagine su un tema assegnato.


Quali pratiche si svolgono

L’allievo inizia con una concentrazione prolungata, separatamente su ciascun chakra, a volte per diverse ore. Ripete un mantra: il conteggio può arrivare a centomila ripetizioni. Impara a trattenere il respiro per alcuni minuti. Rimane seduto immobile per due o tre ore. Cammina con passo meditativo e con un’intenzione precisa (la pratica del chankramanam con sankalpa). Apprende lo yoga dei sogni: impara a riconoscere il sogno e a controllarlo. Apprende lo yoga del corpo illusorio: impara a vedere la vita ordinaria come un sogno.


Testi e lavoro scritto

L’allievo ricopia a mano un testo sacro, per diverse decine o centinaia di pagine. Per ogni corso legge un elenco prestabilito di libri e ne riferisce al tutor. Una volta per corso scrive un trattato su un tema assegnato, tratto dal materiale studiato.


Ritiri

Diverse volte all’anno l’allievo si ritira, per un periodo che va da alcuni giorni a tre mesi. Durante il ritiro esegue ininterrottamente un’unica pratica: contemplazione, mantra, respirazione o lavoro su uno specifico chakra. Alcuni ritiri sono dedicati specificamente allo studio dell’insegnamento, altri alla meditazione.


Che cosa cambia in dodici anni

Il sonno diventa controllabile. La contemplazione non richiede più sforzo: sorge spontaneamente. La mente non dubita più della propria natura: ormai è esperienza, non teoria. La differenza tra esperienze piacevoli e spiacevoli si dissolve. Le difficoltà vengono affrontate più facilmente. Le abitudini e i desideri interiori si indeboliscono. Il praticante può insegnare agli altri e trasmettere ciò che ha assimilato personalmente. Nasce in lui il desiderio di servire la tradizione e di continuare a trasmettere l’insegnamento.


Contatti

Per presentare domanda di ammissione: @vidya_mandala 

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