36 Tattva
Breve definizione
I 36 tattva (sancr. षट्त्रिंशत् तत्त्व, Ṣaṭtriṃśat Tattva) sono un sistema ontologico integrale del Sivaismo del Kashmir che descrive i 36 livelli di manifestazione della coscienza: dall'esistenza assoluta non-duale (Paramashiva) agli elementi materiali grezzi. Questo sistema funge da mappa cosmologica comune per tutte le scuole del Sivaismo del Kashmir, spiegando come l'unica Coscienza Assoluta si manifesti liberamente sotto forma di un universo multiforme.
Etimologia
Il termine "tattva" risale al pronome dimostrativo "tat" (quello) con il suffisso di astrattezza "-tva", assumendo il significato di "cosità" o "realtà essenziale". Nel contesto dell'Advaita, indica i principi di manifestazione dell'unica coscienza — i diversi modi di autoconoscenza di Parashiva.
Fondamenti filosofici e sistemi
Il sistema dei 36 tattva risale ai primi Tantra shivaiti ed è stato successivamente adattato e sistematizzato in tutte le scuole del Sivaismo del Kashmir: Trika, Kaula, Spanda e Pratyabhijna. Sistemi di divisione analoghi sono presenti anche nello Shaiva-siddhanta, tuttavia la loro interpretazione in tale ambito è prevalentemente dualistica, mentre nel Sivaismo del Kashmir è coerentemente non-duale.
Natura non-duale
Lo schema dei tattva è fondamentalmente non-duale: ogni livello rappresenta un modo in cui la soggettività (Aham) manifesta l'oggettività (Idam) all'interno dell'unità originale della coscienza. Come spiega Kshemaraja nella "Pratyabhijñāhṛdayam" (Sutra 7):
"Le sette pentadi, cioè i trentacinque tattva (principi) — da Shiva fino alla terra — diventano anch'essi la Sua natura".
Quattro sistemi di interpretazione
Trika correla i cinque tattva puri con la triade "Io – Questo – la loro unità" e con i panchakritya* (le cinque azioni del Signore), spiegando la cosmogonia come un gioco libero della coscienza.
- Pratyabhijna interpreta i tattva come modi di automanifestazione dell'unico soggetto: tutti i livelli sono riflessi nella coscienza pura. Kshemaraja sottolinea nella "Pratyabhijñāhṛdayam" (Sutra 4):
"Il singolo corpo e il singolo incarnato contengono in realtà tutti i corpi e tutti gli incarnati".
- Spanda intende l'intera serie dei tattva come il ritmo di unmesha/nimesha — l'espansione e il riassorbimento della pulsazione cosmica. Kshemaraja nella "Spanda-nirnaya" (comm. a 1.1) spiega:
"Il principio dello Spanda costituisce lo stadio nimesha (riassorbimento), che causa la dissoluzione di tutta la totalità dei tattva precedentemente manifestati, da Shiva alla terra".
- Kaula vede i tattva come "famiglie" interconnesse di poteri; la purificazione e l'ascesa delle famiglie sono collegate alla pratica mantrica e allo yoga interiore del riassorbimento dei livelli verso la sorgente.
Divisione tripartita dei tattva
Tattva puri (Shuddha-tattva, 1-5)
Livelli di libertà e auto-luminosità della coscienza:
- Shiva-tattva – coscienza pura dell' "Io" senza contenuto oggettivo, soggettività assoluta.
- Shakti-tattva – energia dinamica dell'autocoscienza, pulsazione creativa della volontà divina.
- Sadashiva-tattva – "Io sono Questo" con la prevalenza della soggettività sull'oggettività.
- Ishvara-tattva – "Questo è Io" con la prevalenza dell'oggettività pur mantenendo l'unità.
- Shuddha-vidya-tattva – "Io sono Io, Questo è Questo" in perfetto equilibrio tra soggetto e oggetto sulla piattaforma unica della Coscienza.
Tattva misti (Shuddha-ashuddha-tattva, 6-12)
Zona di transizione di limitazione attraverso Maya e i cinque mantelli (kanchuka):
- Maya-tattva – principio di differenziazione e limitazione che crea l'illusione della molteplicità.
- Kalaa-tattva (kalā) – limitazione della capacità creativa, riduzione dell'onnipotenza.
- Vidya-tattva – limitazione dell'onniscienza, conoscenza parziale e relativa.
- Raga – limitazione della pienezza, sorgere del desiderio e del senso di mancanza.
- Kala (kāla) – limitazione temporale, introduzione della sequenzialità.
- Niyati – condizionamento spazio-causale, leggi del karma.
- Purusha – soggetto individuale limitato, anima empirica.
Tattva impuri (Ashuddha-tattva, 13-36)
Psicofisica cosmica dell'esperienza:
Principi mentali (13-16):
- Prakriti – natura materiale primordiale nell'equilibrio dei guna, matrice della manifestazione.
- Buddhi – intelletto discriminante, capacità di prendere decisioni e riconoscere.
- Ahamkara – coscienza dell'ego, principio di individualizzazione e auto-identificazione.
- Manas – mente coordinatrice duale che collega gli organi di senso con gli oggetti in modalità di accettazione e rifiuto.
Organi di conoscenza (17-21):
- Shrotra – udito, capacità di percepire vibrazioni sonore e le loro qualità sottili.
- Tvak – tatto, percezione tattile attraverso la pelle, sensazione di consistenza.
- Chakshus – vista, capacità di percepire forme luminose e colori.
- Rasana – gusto, capacità di distinguere le qualità gustative.
- Ghrana – olfatto, percezione delle qualità aromatiche e degli odori.
Organi di azione (22-26):
- Vak – parola, capacità di espressione articolata di pensieri ed emozioni.
- Pani – mani, capacità di afferrare, manipolare e trasformare.
- Pada – piedi, capacità di spostamento nello spazio e di sostegno.
- Payu – organi di escrezione, capacità di liberarsi degli scarti e purificazione.
- Upastha – organi riproduttivi, riproduzione, capacità di procreazione e godimento.
Elementi sottili - tanmatra (27-31):
- Shabda-tanmatra – suono, essenza sottile dei fenomeni acustici, vibrazione primaria.
- Sparsha-tanmatra – contatto, essenza sottile delle sensazioni tattili e della resistenza.
- Rupa-tanmatra – forma, essenza sottile delle immagini visive e della luce.
- Rasa-tanmatra – gusto, essenza sottile delle esperienze gustative e del nutrimento.
- Gandha-tanmatra – odore, essenza sottile delle impressioni olfattive e dell'attrazione.
Elementi grossolani - mahabhuta (32-36):
- Akasha – spazio/etere, mezzo per la manifestazione di tutti i fenomeni, ricettacolo del suono.
- Vayu – aria, principio del movimento e dell'energia vitale, portatore del tatto.
- Agni – fuoco, principio di trasformazione, luce e digestione, portatore della forma.
- Apas – acqua, principio di fluidità, coesione e dissoluzione, portatore del gusto.
- Prithvi – terra, principio di solidità, stabilità e materialità, portatore dell'odore.
Sapta Pramātā — Sette tipi di percipienti
Ogni livello di tattva corrisponde a un determinato tipo di soggetto, creando una gerarchia completa degli stati di coscienza dalla realizzazione assoluta al totale oblio della natura divina:
- Shiva-pramata (tattva 1-2) — sperimenta l'unità assoluta, dove l'intero universo brilla come manifestazione del proprio "Io". Gli oggetti sono presenti come gioco spontaneo dell'autocoscienza, senza il minimo senso di esteriorità o limitazione. Possiede tutti i poteri divini nella loro pienezza originale.
- Mantra-maheshvara (tattva 3) — esseri del livello di Sadashiva, che sperimentano lo stato "Io sono Questo" con prevalenza della soggettività. Nella loro esperienza domina la volontà divina (iccha-shakti).
- Mantreshvara (tattva 4) — esseri del livello di Ishvara, che sperimentano lo stato "Questo è Io" con prevalenza dell'oggettività. Nella loro esperienza domina la jnana-shakti.
- Mantra (tattva 5) — esseri di perfetto equilibrio al livello della conoscenza pura. Sperimentano un'armonia impeccabile tra "Io" e "Questo". Nella loro esperienza domina la kriya-shakti.
- Vijnanakala (tra 5-6) — yogin liberati che hanno raggiunto la conoscenza pura, ma privi della capacità di azione cosmica. Risiedono in uno stato di coscienza senza oggetto, liberi dai legami karmici e dall'illusione della molteplicità (karma-mala e maya-mala), ma non hanno ancora raggiunto la pienezza della realizzazione divina.
- Pralayakala (tattva 6-11) — soggetti della dissoluzione cosmica, che risiedono tra i cicli della creazione. Liberati dalla necessità dell'espiazione karmica (liberi solo dal karma-mala), sperimentano uno stato di vuoto beato, ma rimangono sotto l'influenza dei kanchuka che impediscono il pieno risveglio.
- Sakala (tattva 12-36) — esseri incarnati, completamente identificati con le limitazioni psicofisiche. La loro coscienza funziona attraverso i tre guna (sattva-rajas-tamas) ed è soggetta a tutte le forme di limitazione (i cinque kanchuka e i tre mala). Questi sono tutti gli esseri che risiedono nel samsara.
Questa classificazione descrive non solo diversi tipi di esseri, ma anche stati potenziali della stessa coscienza nel cammino dalla limitazione alla liberazione. Il passaggio tra i livelli avviene attraverso la graduale rimozione dei veli e il ripristino delle capacità divine originali.
Fonti: Ishvara-pratyabhijna-karika con commento di Utpala, Pratyabhijñāhṛdayam 11-14, Tantraloka 9a ahnika.
Metodi pratici
- Tattva-shuddhi: Cicli rituali-meditativi di dissoluzione degli organi di senso, degli elementi e dei principi mentali verso i tattva superiori per l'ascesa attraverso i tattva (tattvaroha).
- Spanda-yoga: Pratica di cogliere i momenti di transizione tra i livelli come nodi dello spanda, dove la dissoluzione dei fenomeni equivale a un lampo della coscienza dell'Io.
- Riconoscimento della natura divina: La comprensione dell'attuale livello di identificazione aiuta a vedere come i kanchuka restringano la libertà della coscienza e a rimuovere le limitazioni.
Fonti principali
- Ishvara-pratyabhijna-karika di Utpaladeva con commenti espone la dottrina dell'universo come riflesso dei poteri interiori della coscienza.
- Pratyabhijñāhṛdayam fornisce un breve riassunto della discesa della coscienza attraverso Maya e i suoi involucri.
- Spanda-karika collega l'insieme dei tattva alla pulsazione cosmica.
Il Tantra-sara di Abhinavagupta (10a ahnika) contiene le distinzioni dei tattva: "Tale è la cinquina della Maestria e i trentasei tattva, in cui il conoscibile è duplice, grossolano e sottile"*.
Vedi anche
- Trika – il sistema triplice del Sivaismo del Kashmir
- Pratyabhijna – sistema del riconoscimento
- Spanda – dottrina della pulsazione cosmica
- Kaula – sistema delle famiglie divine
- Paramashiva – realtà assoluta
- Maya – principio di differenziazione
- Kanchuka – i cinque veli della limitazione
Categorie
- Ontologia e cosmologia
- Dottrina Trika
- Dottrina Pratyabhijna
- Spanda-shastra
- Kaula-shastra
- Non-dualità


