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Shakti nello shivaismo kashmiro

author •date 22.07.2026 •duration 10 min. di lettura •views 13 просм.
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Shakti (śakti) nello shivaismo del Kashmir non rappresenta semplicemente l’energia o la potenza divina, bensì il principio fondamentale della realtà non duale: la dimensione dinamica della coscienza statica di Shiva. A differenza delle tradizioni dualistiche, nelle quali Shakti è intesa come un’entità separata da Shiva, lo shivaismo del Kashmir afferma la loro assoluta unità (śivaśaktyaikātmya), in cui Shakti è l’intrinseca potenza creatrice dello stesso Paramashiva. Questa concezione non duale di Shakti permea l’intero sistema filosofico dello shivaismo del Kashmir, dai principi metafisici del Trika e dalla filosofia dina

ShaktiShivaismo del Kashmir
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Spanda

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Spanda (sanscr. स्पन्द, spanda) è un principio fondamentale dello shivaismo del Kashmir, che indica la sottile vibrazione, pulsazione od oscillazione che costituisce la natura essenziale della Coscienza suprema (Shiva). Questa pulsazione dinamica rappresenta la forza creatrice primordiale dell’universo, che al contempo manifesta il mondo delle forme e lo mantiene nell’essere, rimanendo tuttavia immutabile e assoluta. Etimologia Il termine «spanda» (spanda) deriva dalla radice sanscrita «spand» (√spand), che significa «fremere», «vibrare», «oscillare» o «pulsare». È un sostantivo di genere neutro derivato dal verbo «spandat

Shivaismo del KashmirSpanda
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Shiva tattva

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Śiva-tattva (sanscr. शिवतत्त्व, Śiva-tattva) — la prima e la più elevata delle 36 categorie ontologiche dei Tattva, che designa il principio assoluto della pura coscienza, libero da ogni distinzione tra soggetto e oggetto. È il livello in cui la coscienza dimora come unità non duale di luce (Prakāśa) e beatitudine. Etimologia Il termine "Śiva-tattva" (śiva-tattva) è composto da due elementi sanscriti: "Śiva" (śiva), dalla radice √śvi, che significa "fausto", "benevolo", "puro", e "tattva" (tattva), formato dal pronome "tat" (tat, "quello") con il suffisso "-tva" (-tva), che esprime una qualità astratta o la "talità". Perta

Shiva-tattvaShivaismo del Kashmir36 tattva
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Shakti tattva: l’energia della coscienza nello Shivaismo del Kashmir

author •date 22.07.2026 •duration 5 min. di lettura •views 12 просм.
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Shakti-tattva (sanscr. शक्ति-तत्त्व, śakti-tattva) è il secondo dei cinque tattva «puri» dello Shivaismo del Kashmir: la pura energia-consapevolezza non duale dell’Assoluto (vimarsha), in cui predomina la beatitudine (ananda) e attraverso cui agisce la sua libertà assoluta (svatantrya). Grazie a questa forza, inseparabile dalla luce della coscienza (prakasha) e da Shiva-tattva, la volontà (iccha) dà il primo impulso al dispiegamento cosmico. Etimologia Shakti deriva dalla radice sanscrita shak, «essere capace, potere», e significa «forza», «energia attiva». Il sostantivo femminile è formato mediante il suffisso -ti, che in

Shakti-tattva36 tattvaShivaismo del Kashmir
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Spanda-shastra (sanscr. स्पन्दशास्त्र, spandaśāstra) — una delle quattro principali scuole filosofiche dello shivaismo del Kashmir, incentrata sulla dottrina dello spanda, la vibrazione o pulsazione primordiale della coscienza assoluta che è alla base dell’intero universo. Etimologia Il termine «spanda-shastra» è composto da due parole sanscrite: «spanda» (स्पन्द, spanda) — «vibrazione», «pulsazione» e «shastra» (शास्त्र, śāstra) — «dottrina», «scienza», «trattato». Pertanto, spanda-shastra significa letteralmente «dottrina della vibrazione» o «scienza della pulsazione cosmica». Significato filosofico La scuola dello spand

Shivaismo del KashmirSpandaShastraInsegnamento
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Trika: filosofia e pratica dello shivaismo kashmiro

author •date 22.07.2026 •duration 4 min. di lettura •views 13 просм.
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Trika (sanscr. त्रिक, trika) è uno dei principali sistemi filosofico-pratici dello shivaismo kashmiro; letteralmente significa «triplicità» e indica la struttura triadica della realtà, che comprende Shiva, Shakti e la coscienza individuale (nara). Etimologia Il termine «trika» (trika) deriva dal numerale sanscrito «tre» (tri) con l’aggiunta del suffisso «ka», formando un sostantivo che significa «triplicità» o «triade». Nel contesto dello shivaismo kashmiro, indica la fondamentale struttura triadica che permea l’intera realtà. Significato filosofico La filosofia Trika è un sistema non dualistico (advaita) completo, che int

Shivaismo del KashmirTrika
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Sadaśiva tattva

author •date 22.07.2026 •duration 4 min. di lettura •views 13 просм.
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Sadāśiva-tattva (sanscr. सदाशिवतत्त्व, sadāśiva-tattva) è la terza categoria «pura» nel sistema dei 36 tattva e la prima soglia della manifestazione cosmica, in cui predomina la volontà (Icchā-śakti) e l’esperienza si formula come «io sono questo» (aham idam). A questo livello prevale lo splendore del soggetto, mentre l’oggettività è presente come un accenno appena percettibile: l’universo nascente all’interno della coscienza non duale di Paramaśiva. Etimologia Il termine «Sadāśiva» deriva da sadā, «sempre, eternamente», e śiva, «benevolo, integro». La semantica del nome sottolinea l’immutabile divinità della coscienza nel

Tattva puriSadashiva-tattva36 tattvaShivaismo del Kashmir
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Raga tattva

author •date 22.07.2026 •duration 7 min. di lettura •views 11 просм.
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Rāga-tattva (sanscr. रागतत्त्व, rāga-tattva) — il nono tattva nel sistema dei 36 tattva dello Shivaismo del Kashmir e uno dei cinque kañcuka, i «rivestimenti» limitanti di Māyā, a causa dei quali la pienezza illimitata dell'essere viene vissuta come mancanza e dipendenza da un oggetto che la «colma». Nell'esperienza vissuta, rāga-tattva si manifesta come un persistente sentimento interiore di «mi manca qualcosa», che trasforma la libera autosufficienza della coscienza in attrazione selettiva, preferenza e attaccamento, attraverso i quali Aham, l'«io», cerca di completarsi in Idam, il «questo». Etimologia Il termine «rāga»

Shivaismo del KashmirKanchukaRaga36 tattva
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Pratyabhijñā

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Pratyabhijñā è il concetto filosofico centrale e una scuola dello shivaismo del Kashmir; significa «riconoscimento» o «reminiscenza» della propria natura originaria come indistinguibile dalla natura di Shiva, la realtà suprema e la Coscienza infinita. Etimologia Il termine pratyabhijñā è composto da radici sanscrite: il prefisso pratyak — «indietro», «verso l’interno» o «verso se stessi» — e abhijñā — «riconoscimento», «consapevolezza» — derivato dalla radice jñā, «conoscere». Il significato letterale è «riconoscimento rivolto verso l’interno» o «riconoscimento di se stessi». Significato filosofico Nel contesto dello shiva

PratyabhijnaShivaismo del KashmirPratyabhijna-hridayam
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Prakasha

author •date 22.07.2026 •duration 3 min. di lettura •views 13 просм.
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Prakāśa (sanscr. प्रकाश, prakāśa) è una categoria metafisica fondamentale dello shivaismo del Kashmir, che designa la Luce originaria della coscienza, l’aspetto autoluminoso della Realtà suprema (Paramaśiva), che costituisce il fondamento di tutte le manifestazioni ed è inseparabile da vimarśa (autoriflessione). Etimologia Il termine prakāśa deriva dalla radice sanscrita √kāś (काश्), «splendere», «rifulgere», «manifestarsi», con il prefisso pra- (प्र), che ne intensifica il significato e gli conferisce la sfumatura di «in avanti», «intensamente». Il significato letterale è «splendore», «luminosità», «manifestazione», «rive

Shivaismo del KashmirPrakasha
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