common.namaste

22.07.2026
0 мин. чтения
0
Condividi
Spanda

Spanda (sanscr. स्पन्द, spanda) è un principio fondamentale dello shivaismo del Kashmir, che indica la sottile vibrazione, pulsazione od oscillazione che costituisce la natura essenziale della Coscienza suprema (Shiva). Questa pulsazione dinamica rappresenta la forza creatrice primordiale dell’universo, che al contempo manifesta il mondo delle forme e lo mantiene nell’essere, rimanendo tuttavia immutabile e assoluta.

Etimologia

Il termine «spanda» (spanda) deriva dalla radice sanscrita «spand» (√spand), che significa «fremere», «vibrare», «oscillare» o «pulsare». È un sostantivo di genere neutro derivato dal verbo «spandate», che indica un particolare tipo di movimento: non uno spostamento nello spazio, bensì un fremito o una pulsazione interiore. Nel contesto dello shivaismo del Kashmir, questo termine assume un significato metafisico più profondo: un’oscillazione che non avviene nel tempo e nello spazio, ma ne costituisce la fonte.

Significato filosofico nel contesto dello shivaismo del Kashmir

Nella filosofia dello shivaismo del Kashmir, lo spanda funge da principio fondamentale che spiega il legame tra l’Assoluto immutabile e non duale (Shiva) e il mondo della molteplicità in continuo mutamento. È la pulsazione creatrice che permette al non manifestato di divenire manifesto senza perdere la propria natura originaria.

Lo spanda rappresenta un concetto essenziale nella filosofia monistica dello shivaismo del Kashmir, poiché offre una soluzione a un problema fondamentale: come può l’Assoluto immutabile essere la fonte del cambiamento e della molteplicità? Secondo questo insegnamento, l’intero universo è una manifestazione della vibrazione o pulsazione dell’unica Coscienza (Shiva), la quale, pur rimanendo assolutamente trascendente, è al contempo immanente in tutta la molteplicità delle forme.

L’importanza filosofica dello spanda risiede inoltre nel fatto che esso presenta l’Assoluto non come una realtà statica e inerte, bensì come una forza dinamica, viva e creatrice. Questo concetto supera il dualismo tra essere e divenire, unità e molteplicità, affermandone l’originaria unità non duale.

Spiegazione dettagliata

Lo spanda non è un movimento o una vibrazione ordinaria nel senso fisico del termine. È un particolare tipo di «movimento» che non implica uno spostamento nello spazio né un cambiamento nel tempo. Come spiega Abhinavagupta nell’«Ishvara-pratyabhijna-vivritti»:

«Spandana indica un determinato tipo di movimento. Se vi fosse un movimento dalla propria natura verso un altro oggetto, si tratterebbe di un movimento concreto, non di un suo particolare tipo; altrimenti il movimento stesso diverrebbe nulla. Pertanto, lo Spanda è soltanto una pulsazione dotata dell’estasi spirituale propria della natura essenziale del Divino».

Secondo la filosofia della scuola dello Spanda-shastra, questa sottile vibrazione presenta un duplice aspetto: unmesha (unmeṣa) e nimesha (nimeṣa), ossia apertura e chiusura, espansione e contrazione.

Nel commento di Kshemaraja alle «Spanda-karika» si afferma:

«Lo Spanda rappresenta lo stadio di nimesha (riassorbimento), che provoca la dissoluzione dell’intero insieme dei tattva precedentemente manifestati, da Shiva fino alla terra, nonché lo stadio di unmesha (espansione), che è la manifestazione dell’essenza, o del creatore, in relazione al nuovo stato che sta per sorgere».

È importante comprendere che questi due aspetti dello spanda, unmesha e nimesha, non sono processi successivi, bensì avvengono simultaneamente. Come spiega Kshemaraja:

«Lo stadio di nimesha, ossia la dissoluzione dell’universo, rappresenta l’unmesha, cioè l’accrescimento della Coscienza dell’Io. A sua volta, lo stadio di riassorbimento della Coscienza dell’Io, ossia il nimesha, è la manifestazione dell’universo, cioè l’unmesha».

Pertanto, lo spanda è il processo in cui l’occultamento del mondo manifesto coincide con il disvelamento della Coscienza suprema, e viceversa. È l’unità dialettica degli opposti che sta alla base di tutte le manifestazioni dell’essere.

Collocazione nel sistema generale dello shivaismo del Kashmir

Il concetto di spanda costituisce il fondamento di una delle principali scuole dello shivaismo del Kashmir, la scuola dello Spanda, fondata da Vasugupta (VIII-IX secolo) e sviluppata dal suo discepolo Kallata. Essa rappresenta una parte integrante della più ampia filosofia non duale dello shivaismo del Kashmir, nota come Trika (sistema triadico).

Nel sistema dei 36 tattva (principi ontologici) dello shivaismo del Kashmir, lo spanda appartiene ai principi superiori e trascendenti, connessi al livello di Shiva-tattva (il primo principio) e Shakti-tattva (il secondo principio). Esso è l’espressione dell’aspetto dinamico dell’Assoluto, della sua energia creatrice, ovvero Shakti.

In relazione alle altre scuole dello shivaismo del Kashmir, il concetto di spanda presenta stretti legami con l’insegnamento del Pratyabhijna (Riconoscimento) e con il sistema Krama. Come osserva Kshemaraja nel suo commentario «Spanda-nirnaya», esiste una stretta connessione tra il sistema Spanda e il sistema Krama, soprattutto nella comprensione del funzionamento in cinque fasi attraverso le divinità sṛṣṭi, rakta, kālī e altre.

Legami con altri concetti fondamentali

Lo spanda è direttamente connesso a una serie di concetti fondamentali dello shivaismo del Kashmir:

  • Shakti – l’energia divina, che costituisce l’aspetto dinamico e creativo di Shiva. Lo spanda è spesso considerato un’espressione di Shakti e della sua natura vibratoria.

  • Pratyabhijna – il riconoscimento della propria natura divina. Lo spanda fornisce il fondamento di questo riconoscimento, poiché è proprio attraverso la consapevolezza di questa pulsazione interiore della coscienza che avviene il riconoscimento della propria vera natura.

  • Shakti-chakra – la «ruota delle energie», ovvero l’insieme delle forze divine. Nello «Spanda-nirnaya», Kshemaraja spiega che lo Shakti-chakra è una manifestazione dello spanda.

  • Unmesha e Nimesha – apertura e chiusura, espansione e contrazione, che rappresentano il duplice aspetto dello Spanda.

  • Svatantrya – la libertà assoluta del Divino. Lo spanda è l’espressione di questa libertà, intesa come capacità dell’Assoluto di creare e di diventare molteplicità, preservando al contempo la propria natura unitaria.

  • Vimarsha – l’autocoscienza o l’autoriflessione dell’Assoluto. Lo spanda rappresenta l’aspetto dinamico di questa autocoscienza.

Nei testi

Il concetto di Spanda è esposto dettagliatamente in diversi testi fondamentali dello shivaismo del Kashmir:

  • «Shiva-sutra» – si ritiene che questo testo sia stato «ricevuto» da Vasugupta direttamente da Shiva. Sebbene il termine «spanda» non sia menzionato esplicitamente nei sutra, il concetto di vibrazione o pulsazione della coscienza vi è presente implicitamente.

  • «Spanda-karika» – il testo principale della scuola Spanda, tradizionalmente attribuito a Vasugupta o al suo discepolo Kallata. In questo testo il concetto di spanda viene descritto in dettaglio. Nel primo verso si afferma:

> «Lodiamo quel Shankara (Shiva) che è la fonte, o la causa, dello splendido insieme delle forze (Shakti-chakra), e mediante l’apertura e la chiusura dei cui occhi si compiono la manifestazione e il dissolvimento del mondo».

  • «Spanda-nirnaya» – il commentario di Kshemaraja alle «Spanda-karika», nel quale egli spiega:

> «Questa Forza della Vibrazione Suprema (spanda) rappresenta l’unica Coscienza dell’Io, che racchiude in sé infinite manifestazioni e dissoluzioni. La natura di questa Coscienza dell’Io è la Beatitudine (ananda), che nasce dallo stupore dinanzi a tutto ciò che è puro (shuddha) e impuro (ashuddha), nonché dalla contrazione e dall’espansione delle cose e degli oggetti».

  • «Tantraloka» – l’opera monumentale di Abhinavagupta, nella quale il concetto di spanda viene integrato nel più ampio contesto dell’insegnamento Trika. Nel «Tantraloka», Abhinavagupta mette in relazione lo spanda con i concetti di autocoscienza (vimarsha) e di libertà assoluta (svatantrya) del Divino.

Applicazione pratica

Il concetto di spanda possiede un profondo significato pratico nella sadhana (pratica spirituale) dello shivaismo del Kashmir. La sua applicazione può essere considerata sotto diversi aspetti:

Pratiche meditative

Nelle meditazioni dello shivaismo del Kashmir, il praticante dirige la propria attenzione verso la pulsazione della coscienza, verso il sottile movimento dell’energia che può essere percepito nel momento del passaggio da un pensiero all’altro, da uno stato all’altro. Come si afferma nelle «Spanda-karika» (III.9):

«Ciò da cui sorge un altro pensiero (o un’altra consapevolezza) in una persona già assorta in un pensiero diverso deve certamente essere riconosciuto come Unmeṣa (unmesha)».

Il praticante impara a riconoscere lo spazio tra i pensieri, nel quale si manifesta la coscienza pura, non condizionata da costruzioni concettuali.

Presenza consapevole

La pratica della consapevolezza costante dello spanda conduce a uno stato di presenza continua nel «qui e ora», alla consapevolezza ininterrotta della propria vera natura anche nel mezzo delle attività quotidiane.

Come afferma la «Spanda-kārikā» (I.21):

«Pertanto, colui che è costantemente pronto a scoprire l’Essenza dello spanda è (veramente) desto; (egli) conseguirà rapidamente la propria Natura essenziale».

Riconoscimento negli stati estremi

Secondo la «Spanda-kārikā», lo spanda si manifesta con particolare chiarezza nei momenti di intensa emotività o nelle transizioni tra diversi stati di coscienza.

Nella Spanda-kārikā (I.22) si afferma:

«Adirato o pacificato, pensando: “Che cosa sto facendo, (dove) sto correndo?” — qualunque sia lo stato in cui (egli) si trovi, lì (già) dimora lo spanda».

Ciò indica la pratica di utilizzare gli stati emotivi intensi come opportunità per riconoscere la propria vera natura.

Shivaismo del Kashmir
Spanda
divider
i
Questo materiale è disponibile in abbonamento
Откройте для себя сотни часов эксклюзивных материалов, которые поддержат вас на пути духовного роста. Ваша подписка — это мгновенный доступ.
Ваша поддержка помогает распространять духовные знания на благо всех существ.
Articoli
Vidya AI
Cerca
Lezioni