Moksha-dharma (sanscr. mokṣa-dharma) è la via della Liberazione; una disciplina spirituale volta alla cessazione definitiva del ciclo delle nascite e delle morti e al conseguimento dell’unità con l’Assoluto.
Il termine è composto da due radici: mokṣa — «liberazione», «affrancamento» (dalla radice muc — «lasciare andare, liberare») e dharma — «legge», «via», «ciò che sostiene» (dalla radice dhṛ — «sostenere»). Letteralmente significa «legge della liberazione», «via che conduce all’affrancamento».
Differenza rispetto agli altri dharma
Nel Sanatana Dharma esistono diversi tipi di dharma: il varna-dharma (il dovere della classe sociale), l’ashrama-dharma (il dovere relativo alla fase della vita), il kama-dharma (la via dell’appagamento dei desideri). Ogni persona segue un proprio dharma: familiare, sociale, professionale. Il moksha-dharma occupa una posizione a sé stante: non è al servizio degli scopi di questo mondo, ma è volto al completo risveglio dall’esistenza condizionata.
La grandezza del moksha-dharma rimane spesso misconosciuta. Le persone lo confondono con altre vie: con una vita devota, con la purezza rituale, con le virtù morali. Tutto ciò ha valore, ma non costituisce ancora il moksha-dharma. Il suo tratto distintivo è l’aspirazione alla moksha quale meta suprema e unica.
Essenza della pratica
Il moksha-dharma è la liberazione di Dio dentro di sé. Non consiste nel creare qualcosa di nuovo, né nell’acquisire ciò che prima non esisteva, bensì nel rimuovere ciò che nasconde la natura originariamente pura dell’Atman. Dio dentro di noi è originariamente libero, puro e non necessita né di correzioni né di sforzi. Ma la nostra percezione è condizionata dall’avidya, ed è proprio essa ad aver bisogno di essere trasformata.
La tradizione dell’Advaita Vedanta indica tre pilastri di questa via: viveka (il discernimento tra il reale e l’irreale), vairagya (il distacco dai frutti delle azioni) e mumukshutva (l’irresistibile sete di Liberazione). Senza queste qualità, una persona può dedicarsi alla pratica spirituale per anni e tuttavia rimanere nell’ambito di un altro dharma.
«La via della liberazione è davvero grande. Spesso non ne siamo consapevoli e la confondiamo con altre vie. Ognuno si occupa del proprio piccolo dharma, ma la via della liberazione possiede una grandezza intrinseca e supera le altre vie».
Swami Vishnudevananda Giri, «Le vie dell’evoluzione spirituale e la grazia di Shiva», 2017


